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Tecnologie e Società

 

Ansia sociale, studiare i macachi per capire l'uomo
29/09/2009

Nel corso della ricerca sono stati studiati i tratti di ansia sociale in due gruppi di scimmie caratterizzate da mutazioni nel gene di trasporto della serotonina, cruciale per la regolazione delle emozioni.

Una variazione genetica che coinvolge il neurotrasmettitore serotonina sembra influenzare il comportamento sociale dei macachi Rhesus e potrebbe fornire un nuovo modello per lo studio dell?autismo, delle ansie sociali e della schizofrenia.
Esseri umani e macachi, infatti, sono gli unici primati a possedere questo particolare tratto genetico. "Abbiamo riscontrato alcuni problemi di origine genetica nei meccanismi di ricompensa sociale che sono condivisi da macachi ed esseri umani", ha spiegato Michael Platt, docente di biologia del Medical Center della Duke University (http://www.duke.edu/).

Secondo quanto riferito in un articolo pubblicato sulla rivista online ad accesso libero "PLoS One" (http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0004156), il gruppo di Platt alla Duke ha studiato i tratti di ansia sociale in due gruppi di scimmie caratterizzate da mutazioni nel gene di trasporto della serotonina, cruciale per la regolazione delle emozioni.

Precedenti ricerche hanno evidenziato come negli esseri umani siano presenti due versioni del gene, uno lungo e uno corto. Alcuni soggetti hanno due alleli lunghi, mentre altri uno lungo (L) e uno corto (S, da short). Questi ultimi mostrano una maggiore prevalenza di ansia sociale e di altri comportamenti disturbati.

In una serie di esperimenti, si Ŕ trovato che la versione S del gene nelle scimmie influenza la tendenza ad assumersi dei rischi quando esse si trovano di fronte a particolari di stimoli sociali.

Gli animali con una copia del gene S, in particolare, passavano meno tempo a fissare la faccia e gli occhi delle altre scimmie, si esponevano con minore probabilitÓ a un comportamento rischioso e tendevano a evitare la vista dell?immagine di un maschio che occupava un posto gerarchicamente superiore nel gruppo di appartenenza.

"Sia per gli esseri umani sia per i primati non umani le facce e gli occhi sono ricchi di informazioni ?sociali? e veicolano messaggi di dominanza o di sottomissione; in particolare ci˛ vale per le scimmie Rhesus, che vivono in societÓ altamente dispotiche e veicolano informazioni sociali di gerarchia con atteggiamenti minacciosi?, ha concluso Platt. "Complessivamente i dati mostrano che una variazione genetica nella produzione di serotonina contribuisce al comportamento di gratificazione/punizione sociale nei macachi, e ci˛ influenza il comportamento sociale sia negli uomini sia nelle scimmie: ci˛ conferma che le scimmie Rhesus rappresentano un modello di ci˛ che avviene nel nostro cervello anche in questo ambito delle funzioni psichiche.? (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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