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Tecnologie e Società

 

Autore: Jean Mitry
Luogo: Bologna
Editore: CLUEB - collana mediaversi
Anno: 2006
Lingua: Italiano
Allegati: nn
Prezzo: 18 €
ISBN: 88-491-2579-8

Storia del cinema sperimentale
Recensione di Simona Caraceni


Scrivere la recensione di un testo storico come quello di Mitry è un compito arduo, considerando il personaggio con cui si ha a che fare.

Nato nel 1907 a Soissons, vince a soli quindici anni il terzo premio di un concorso di Affiches illustrés, e diviene capo di una piccola agenzia pubblicitaria, che distribuiva i film della Goldwing in Francia, lavorando con Pierre Prévert. Per rifarsi della delusione di non poter produrre i manifesti che il suo gusto gli ispirava, inizia a scrivere di critica cinematografica su periodici e quotidiani, e si fa assistente di Jacques Catelain e Marcel L’Herbier per La Galerie des monstres (1924).

Numerose nuove collaborazioni con periodici di cinema, numerose collaborazioni in film come Napoléon (1925-27), frequentando il gruppo surrealista dei Prévert. Stringe amicizia con André Breton, Benjamin Perret e con Antonine Artaud e Robert Desnos, doppia film o fa da montatore.

Fino al 1936, anno in cui fonda la Cinémathèque Française con Langlois e Franju, iniziando a porre mano ad una gigantesca cinematografia universale, pubblicata negli anni settanta dall’Institute des Hautes Études Cinématographiques, che nel dopoguerra gli offre l’insegnamento di Storia del Cinema.

La sua carriera accademica è fulgida su molti campi degli studi cinematografici: estetica, sociologia e psicologia del cinema, e gli si aprono le porte dell’Università di Montreal e della Sorbona. Ma Mitry non cessa con l’insegnamento di girare cortometraggi a carattere sperimentale di altissimo contenuto artistico. La chiave di lettura del suo pensiero sul cinema, e per la sua storia del cinema sperimentale, è il ricercare e comparare continuamente il cinema ad altre forme d’arte come la pittura, la fotografia, la musica e l’animazione, evidenziando l’affermarsi del cinema come forma d’arte autonoma.



Pro: Un testo sacro di un mostro sacro, permeato di interdisciplinarietà e di intuizioni che hanno fatto epoca.
Contro: Il testo, seppur con molte immagini, ha bisogno di altri supporti iconografici per essere gustato appieno. Ma per fortuna c’è GoogleImages...














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