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Tecnologie e Società

 

Autore: Steven Levy
Luogo: Milano
Editore: ShaKe
Anno: 2002
Lingua: Italiano
Allegati: nn
Prezzo: 14,90 €
ISBN: 88-86926-97-9

Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica
Recensione di Agnese Benassi


Scritto nel 1984, aggiornato dieci anni dopo nel 1994, Hackers di Steven Levy è ancora il libro più completo sulla storia degli hacker, dell’etica hacker, del personal computer.

Suddiviso in tre parti, "Lo spirito degli Hacker", "Gli Hacker dell’hardware" e "Gli hacker dei giochi", con epilogo sugli anni ’80 e ’90, è un racconto dettagliato e appassionante che inizia dalla fine degli anni ’50, al MIT: Tech Model Railroad Club, dei giovani studenti sdraiati sotto al plastico dei loro trenini per ottimizzarne il funzionamento tra cavi e relè, mentre al piano di sotto, ben custodito in una stanza, stava l’IBM 704, primo bestione computazionale ad elaborazione batch, sul quale questi ragazzi tentano di ‘mettere le mani sopra’. Il racconto si snoda così negli anni fino ad arrivare a Richard Stallman, che Levy definisce al tempo l’ultimo degli hacker.

Nonostante si possa pensare essere un testo datato, è al contrario una lettura attualissima, che ripropongo e consiglio per diversi motivi. Può essere una lettura utile ai giovani della nuova generazione che usano quotidianamente il computer, ma che non hanno vissuto in prima persona gli anni del pionierismo e vogliono sapere invece ciò che è accaduto, come è nato quel magico scatolotto, chi sono persone come Felsenstein, Kotok o Captain Crunch, di cui possono aver sentito parlare, o Steve Jobs, nome probabilmente a loro più noto.

E’ una lettura fondamentale per chi voglia sapere chi e cosa è veramente un hacker, per confutare una volta ancora lo spauracchio del criminale informatico come ci viene quasi sempre erroneamente (volutamente?) descritto dai media; per imparare invece che senza di loro, ragazzi per cui l’informatica era tutta la vita, probabilmente oggi starei scrivendo questo articolo su una macchina da scrivere, o giochi come Doom sarebbero ancora di là da venire.

E’ una lettura infine utile ai curiosi di questi temi per completare lo scenario informatico di oggi con dei pezzi di storia meno conosciuta, testimonianze e aneddoti raccolti in prima persona dall’autore intervistando i protagonisti, dagli studenti del laboratorio del MIT fine anni ’50 agli hacker dei giochi anni ’80, passando per quelli dell’hardware; per comprendere la filosofia che c’è dietro il movimento opensouce o gli hackmeeting di oggi.

“Questa non è una storia ufficiale dell’informatica”, ci tiene a precisare Levy, “anzi, molte delle persone che incontrerete qui non fanno parte dei nomi più famosi (senz’altro non dei più ricchi) negli annali di questa scienza. Sono invece quei geni da laboratorio nel garage che hanno capito la macchina fin nei suoi livelli più profondi e ci hanno regalato un nuovo stile di vita e una nuova specie di eroe umano. Hacker come Richard Greenblatt, Bill Gosper, Lee Felsenstein e John Harris sono lo spirito e l’anima dell’informatica stessa.”

Pro: E' uno di quei libri che ti ‘aprono gli occhi’, scritto con uno stile che non annoia mai, accessibile anche ai non informatici
Contro: Sono 345 pagine scritte con carattere molto piccolo, possono scoraggiare la lettura














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