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Tecnologie e Società

 

Autore: Alan N. Shapiro
Luogo: Berlin
Editore: Avinus
Anno: 2004
Lingua: Inglese
Allegati: nn
Prezzo: 30 €
ISBN: 3-930064-16-2

Star Trek: Technologies of Disappearance
Recensione di Pier Luigi Capucci


Italiano [ English below]


La saga di Star Trek, che qualcuno ha chiamato "grande e moderna mitologia", si è sviluppata in oltre trentacinque anni di serial televisivi, film, cartoons, videogames, attività editoriali di varia natura, gadgets, ecc. Nel corso del tempo Star Trek è divenuto un fenomeno di costume, appena appannato alla lunga, nel suo genere, dalla serie cinematografica di Star Wars. La saga ha conseguito un'ampia e ben radicata popolarità tra il pubblico massmediale, ma può contare anche su un vasto stuolo di accademici, scienziati, studiosi appartenenti a una pletora di discipline che vanno dalla fisica alla sociologia, ma anche tecnologi, scrittori e giornalisti, che nel corso del tempo a Star Trek ha dedicato - o, per meglio dire, ha tributato - libri, saggi, conferenze, articoli.

Dunque, perché questa vasta popolarità? A che cosa si deve? Che cosa faremo delle tecnologie usate da Captain Kirk, Spock, Data, Picard? Queste sono, sostanzialmente, le domande a cui Alan Shapiro - statunitense, studi al M.I.T. e alla Cornell University, residente in Germania dal '91, già sviluppatore software e docente di sociologia alla New York University - cerca di rispondere nel suo Star Trek: Technologies of Disappearance, pubblicato in Germania in lingua inglese per i tipi di Avinus.

Il libro prende in considerazione numerosi episodi della saga, sia televisivi che cinematografici, raggruppandoli in undici capitoli tematici, ed è strutturato in una maniera multilivellare a cui corrisponde anche una diversa tipografia. Gli episodi vengono richiamati, descritti, e poi a partire da essi inizia un'ampia serie di riflessioni, postille, aneddoti, rimandi, che svariano dalla filosofia alla fisica, dalla sociologia alla storia, dalla tecnologia alla comunicazione, che contribuiscono a inquadrare il fenomeno Star Trek nella cultura degli ultimi trent'anni.

Star Trek ha rappresentato icone radicate nell'immaginario popolare, ma ha anche affiancato, e spesso anticipato, estrapolandoli, eventi scientifici e tecnologici, acquisizioni filosofiche, trasformazioni culturali e sociali sovente in contrasto con le accezioni dominanti. E' un esempio eccellente di mitologia tecnologica che va al di là degli "sparatutto" o della ripetitività funambolica e della superficialità di altre rappresentazioni, che insiste più sul cervello che sui muscoli o sugli effetti speciali. E tutto questo, e non è poco, all'interno di una serialità popolare di alto livello.

La tesi di Shapiro è che l'originalità di Star Trek e in parte la ragione del suo successo risiedano nella creazione di una "fantascienza" in grado di influenzare la realtà, la cultura, le idee, le tecnologie, persino scienze "pure" come la fisica. Confrontare la saga all'evoluzione tecnoscientifica e tecnoculturale per comprovarne l'attendibilità o la correttezza, cioè seguire il percorso di buona parte della saggistica su Star Trek, sarebbe dunque debole e riduttivo.

Le tecnologie "futuristiche" usate in Star Trek - nonché l'immaginario culturale, morale, estetico, filosofico che è dietro ad esse - sono di fatto riconducibili alle tecnologie del 21° secolo. Queste tecnologie costituiscono l'evoluzione delle nostre attuali tecnologie e insieme fanno parte dei nostri desiderata antropologici (per dirla con Barthes), il che contribuisce a spiegare anche il successo di massa di Star Trek. La nostra società sogna di rendere reali queste tecnologie: il teletrasporto, l'holodeck/realtà virtuale, il "comunicatore universale", i viaggi interstellari più veloci della luce, i viaggi nel tempo, i cyborg e gli androidi, il contatto con gli alieni... Sono, sostiene Shapiro, tecnologies of disappearance, perché rendono in certo modo ubiqui gli utilizzatori, facendoli "scomparire" e "riapparire" in luoghi/tempi diversi, ma anche perché la dimensione del virtuale e del simbolico che le informa finisce col fare scomparire la soggettività umana e la percezione all'interno di apparati di imaging (televisione, cinema, realtà virtuale, telecomunicazioni in tempo reale...) e di protesi tecnologiche. Il tempo e lo spazio classici scompaiono nella compressione della memoria audiovisiva e nella sua implantazione, l'"indivisibilità" umana scompare nella clonazione e nel sequencing genetico. I concetti di "oggettività" e di "verità" scompaiono nell'incessante inseguimento tecnoscientifico agli obiettivi della tecnocultura. La fisica teorica del teletrasporto, della velocità della luce, dei viaggi nel tempo, degli universi paralleli, mostra una deriva verso le richieste della cultura iperreale della fantascienza.

E, infine, le tecnologie di Star Trek sono tecnologies of disappearance perché costituiscono il regno dell'artificio, dell'illusione, della reversibilità tra scomparsa e apparizione, un po' come le particelle della fisica dei quanti o quelle particelle subatomiche "virtuali" che passano continuamente da stati di esistenza a stati di non esistenza. La disappearance, in questo caso, può divenire una strategia di resistenza e di trasformazione, in grado di piegare il mainstream canonico delle tecnologie a usi alternativi, creativi, secondari... Forse persino in grado di cambiare il mondo...



English


The saga of Star Trek, which has been called a "great modern mythology," has developed over the course of more than thirty-five years in television series, films, animated episodes, video games, print publications of various genres, memorabilia and collectibles, etc. Over time, Star Trek has permeated our collective mores. Its status as a cultural phenomenon is unrivaled. It has not been surpassed even by the cinematographic success of the Star Wars series. Star Trek has attained an extensive and deeply rooted popularity among the mass media public. But there is also a huge number of academics, scientists and researchers - belonging to a plethora of disciplines ranging from physics to sociology - who, along with technologists, fiction writers, and journalists, dedicate books, essays, conferences and articles in the continuing tribute they pay to Star Trek.

Why is Star Trek so popular? What accounts for its mass appeal and extraordinary success? What are we to make of the technologies used by Captain Kirk and Mr. Spock, by Data and Captain Picard? These are, in essence, the questions that Alan N. Shapiro tries to answer in his Star Trek: Technologies of Disappearance, published in English by the Berlin-based AVINUS Press. Shapiro is an American expatriate who has lived in Germany since 1991. He studied at MIT and Cornell University, and is a software developer and former New York University sociology instructor.

The book considers in great depth an impressive collection of Star Trek episodes, both televisual and cinematic, grouping them into eleven thematic chapters. It is structured in multiple layers to which different typographies correspond. The episodes are retold and described, establishing the context to initiate a vast array of reflections, principles, anecdotes and references, ranging from philosophy to physics, from sociology to history, from technology to communication. This prolific feat of writing contributes to placing the Star Trek phenomenon in the framework of the culture of the last thirty years.

Star Trek has produced icons that have taken root in the popular imagination. But it has also outstripped, and anticipated through extrapolation, scientific and technological events, philosophical insights, and social and cultural transformations in ways that are frequently at odds with dominant or received ideas. It is an outstanding example of a technological mythology that goes beyond the eclecticism, cliched repetition and superficiality of many other instances of science fiction and fantasy. It insists more on the brain than on muscles or special effects. And it achieves all of this by taking on the challenge of inventing a popular yet high-concept media series.

Shapiro's thesis is that the true originality of Star Trek and the reason for its success reside in its creation of a reality-shaping science fiction capable of formatively influencing "culture, ideas, technologies, and even 'hard sciences' like physics." To compare Star Trek to techno-scientific and techno-cultural developments in order to judge the practicability or correctness of its so-called "representations" is a weak and reductionist approach. This is unfortunately what the vast majority of books and essays on Star Trek has done. It is a mistake committed in common by scientists and "leftist" cultural critics.

Star Trek's futuristic technologies - including the cultural, moral, aesthetic, and philosophical imagination that stands behind them - are our own twenty-first century technologies in development. They are the material-semiotic "embodied metaphor" of our current technologies. Taken as a whole, they belong to our "anthropological desire" (to use Roland Barthes'phrase). And only this explains the mass success of Star Trek. "Our society dreams of making Star Trek's technologies real," Shapiro says: the transporter, the Holodeck / virtual reality, the "universal communicator," interstellar space travel with faster-than-light speed, time travel with fabricated wormholes, cyborgs and androids with artificial intelligence, contact with aliens. These are "technologies of disappearance" because they enable their users to become ubiquitous, allowing them to "disappear" and "reappear" in different places and times. But they are also technologies of disappearance because the virtual and symbolic dimension that informs them makes "human subjectivity and perception disappear into the organ-substituting imaging apparatuses of television, cinema, virtual reality, and real-time telecommunications. Classical time and space disappear into the compression of audiovisual memory implants and designer spacetimes. Human indivisibility disappears into cloning and genetic sequencing systems. The modernist pledge of scientific objectivity and the high valuation of 'truth'disappear into incessant techno-scientific pursuit of techno-culture's ends." The theoretical physics of the transporter, warp speed, time travel, and parallel universes is driven by the demands of hyperreal science fictional culture.

Finally, Star Trek technologies are "technologies of disappearance" because they offer a glimpse of the reign of artifice and illusion (in Jean Baudrillard's sense), of the reversibility between disappearance and reappearance, a little like the subatomic "virtual" particles of quantum physics that permanently pop into and out of existence. In this case, disappearance can become a strategy of resistance and transformation that turns aside the canonical mainstream uses of technologies and unpacks their alternative and creative "secondary effects." Perhaps even capable of changing the world...

Pro: Difficile definire questo testo, forse un saggio eccellente sulla "scienza e la cultura delle tecnologie", che prende a pretesto Star Trek

Plus: It is far from easy to assign a label (or even a category) to this book. Perhaps the best definition would be: a brilliant essay on the "science and culture of technologies" that genially and ingeniously uses Star Trek as a pretext
Contro: Non è per tutti. Ma forse, in un panorama che spesso tende a semplificare la complessità, impoverendola e banalizzandola, tutto sommato si tratta di un pregio anche questo

Minus: It's not for everyone. But considering that books "on this subject" tend to impoverish and banalize Star Trek by paying little attention to its complexity, this is also a plus














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