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Tecnologie e Società

 

Autore: Giovanna Cosenza
Luogo: Bari
Editore: GLF Editori Laterza
Anno: 2004
Lingua: Italiano
Allegati: nn
Prezzo: 16 €
ISBN: 88-420-7173-0

Semiotica dei nuovi media
Recensione di Mauro Catena


La semiotica è una disciplina apparsa relativamente tardi nel panorama critico-teorico delle scienze umane. Nonostante (o forse grazie a) questo, l'approccio analitico-descrittivo che la caratterizza appare a tutt'oggi piuttosto valido per pertinentizzare e razionalizzare oggetti di studio
particolarmente sfuggenti, evanescenti, dai confini particolarmente sfumati.
In questo agile volume, Giovanna Cosenza, docente di Semiotica dei Nuovi Media presso il Dipartimento di Discipline della Comunicazione di Bologna, fornisce gli strumenti metodologici di base per affrontare l'analisi critico-semiotica di alcuni fra i più problematici “oggetti d'uso” quotidiano dell'era dell'informazione: i media digitali interattivi audio-visuali.

Strumenti teorici che si sono sedimentati nel corso della giovane vita della disciplina e delle ancora più giovani teorie mediali che, in anni recenti, hanno tentato di affrontare la scomoda questione degli (iper)testi digitali, caratterizzati, come la stessa autrice tiene a precisare, da una condizione di “novità permanente”: la rapidità dell'evoluzione tecnologica e l'inarrestabile fenomeno della convergenza, infatti, non permettono né agli utenti comuni né ai professionisti di abituarsi, di trovarsi a proprio agio con queste nuove forme testuali.

Senza farsi spiazzare dal carattere cangiante e trans-genico del proprio oggetto di studio, l'autrice introduce dapprima alcune utili definizioni operative (testo, interfaccia, medium digitale, multimedialità); nel prosieguo della trattazione, presenta la diatriba che ha animato i designer Flash-centrici e gli usabilisti nielseniani, mettendo in relazione le principali conclusioni della polemica con i principi cardine della progettazione delle interfacce grafiche, stabiliti negli anni '80 dalle pionieristiche “Guidelines” di Apple; passa in rassegna le teorie che nel corso degli anni hanno chiarito il concetto di ipertesto e di scrittura/lettura non sequenziale (da Aarseth a Nelson, da Landow a Moulthrop e Joyce); riporta esempi da studiosi delle comunicazioni, non solo digitali, di rilievo nazionale e internazionale (Genette, Carroll, Eco, ma anche De Mauro, Ferraro e molti altri), mostrando chiaramente come il grado di interattività di un medium digitale sia direttamente proporzionale alla sua affinità con le normali pratiche comunicative interpersonali; a partire da questo assunto, le tradizionali teorie della comunicazione da una parte, e la semiotica strutturale e visiva (da Greimas a Polidoro) dall'altra, anche se non originariamente formulate per addentrarsi in questi nuovi e problematici campi di studio, forniscono ancora una griglia teorica preziosa, a patto di non lasciarsi trascinare da sterili determinismi tecnologici o da facili entusiasmi da futurologia.

Il libro ha il carattere del “manuale procedurale”, da usarsi per l'analisi di singole occorrenze testuali (nell'accezione più ampia possibile del termine “testo”, ovviamente); non pretende di essere esaustivo, né di rivoluzionare il panorama metodologico, ma solo di enucleare i concetti più utili che le teorie moderne mettono oggi a disposizione nel campo dei media interattivi.

Un utile vademecum di ciò che si sa, ma troppo spesso si trascura in quel marasma terminologico e teorico che compone oggi il campo dei media-studies. La prosa fresca e scorrevole di Semiotica dei Nuovi Media, mai pesante e priva di inutili barocchismi, fa quasi dimenticare di trovarsi pur sempre di fronte ad uno strumento didattico, concepito come supporto alle lezioni che l'autrice tiene presso l'Ateneo di Bologna. Si tratta di una lettura di base, di un trampolino di lancio per ulteriori approfondimenti; non certo sostitutivo di testi imprescindibili come, ad esempio, Il linguaggio dei nuovi media di L. Manovich (anch'esso recensito sulle pagine elettroniche di Noema) e forse limitato da una eccessiva attenzione al Web e alle interfacce grafiche, come mostra il capitolo conclusivo, una sorta di check list da seguire per analizzare efficacemente questo particolare tipo di ipertesti. Ma non sono forse le odierne GUI l'espressione più pura dei nuovi media audio-visivi, le cosiddette “interfacce culturali”, nella terminologia dello stesso Manovich? E non è forse la rete il terreno comune dove oggi utenti professionali e semplici ciber-cittadini si incontrano/scontrano con l'ambiguo concetto di new media?

Consigliato sia a chi già conosce la disciplina e vuole semplicemente disporre di un agile mauale di consultazione “sul campo”, sia ai profani che vogliono avvicinarsi a questa efficace prospettiva d'analisi.

Pro: E' un modo veloce e leggero di avvicinarsi a teorie specialistiche spesso complicate e trattate con eccessiva aridità dalla critica testuale
Contro: E' una visione d'insieme, una lettura che presuppone l'approfondimento dei temi e dei concetti cardine della semiotica. Si concentra quasi esclusivamente sul Web e sulle interfacce grafiche














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