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Tecnologie e Società

 

Autore: Alessandro e Renato Gilioli
Luogo: Milano
Editore: Mondadori
Anno: 2001
Lingua: Italiano
Allegati: nn
Prezzo: 30000 L
ISBN: 88-04-48984-7

Stress economy: conoscere e vincere il nuovo mal di lavoro
Recensione di Simona Caraceni


Che cos'hanno in comune un crew di McDonalds, un agente pubblicitario a provvigione ed un tecnico informatico della Silicon Valley? Sono tutte figure professionali nate o coinvolte nella caotica riorganizzazione delle nostre vite operata dalla New Economy. Dalle pagine di questo libro, scritto a quattro mani da un neuropsichiatra ed un giornalista, il postfordismo ed il toyotismo riescono ad amalgamarsi nelle analisi, avvalorate da solidissime basi socio-storico-economiche, di casi reali di vicende lavorative dei nostri giorni, di questi mesi dorati in cui non fa più notizia se una Dotcom si trasforma in una Puntoit, in cui ci scopriamo improvvisamente sleep camels o server della global, Muppies, Dinks, Bobos o addirittura precursori della famigerata Legge di Tina. Dalla Mistica del risultato all'iperflessibilità, dal digital device al workholism, dall'ageismo allo "spostamento laterale ambiguo" tutto appare più chiaro e (ce n'era bisogno?) più vicino partendo dalle storie narrate ed approdando alle tematiche socio economiche della globalizzazione.

Scopriremo che lo stress che ci perseguita da qualche tempo a questa parte non lo proviamo solo noi, ma è originato dai nuovi modi di lavorare della splendida e dorata New Economy, che è normale che il Know how lavorativo per una data posizione cambi radicalmente ogni due anni mentre tanto ci eravamo preoccupati per la laurea, che non c’è cosa più naturale che andare a dormire sfiniti senza essere in grado di capire quale parte della giornata trascorsa è stata svago o relax, e quale quella lavorativa, in cui l’insipienza e la codardia di qualche partita iva intraprendente riesca ad ambire al Nasdaq con un pugno di CoCoCo.

L’espansione ed il predominio della razza umana sulla Terra è stata determinata dall’altissimo coefficente di adattabilità che la contraddistingue. Ma l’Homo tecnologicus rimane sempre una creatura organica, e se un organismo meno evoluto come un batterio o un criceto non riesce a sopravvivere ai mutamenti ambientali improvvisi, sempre più esemplari di razza umana riescono a reagire alla esasperata flessibilità richiesta dalle condizioni ambientali lavorative con la serena decisione di dormire di meno, mangiare peggio, non avere una casa vera e fare a meno dei figli. Che Internet sia realmente l’X-Kill dell’Homo occidentalis?

*Ma vuoi mettere i vantaggi*: trovi tutta l’informazione possibile, puoi fare affari, conoscere gente nuova, giuocare a Ultimaonline, esprimerti con nuove forme d’arte, …

Pro: Gli esempi sono estremamente godibili e scorrevoli alla lettura, e vengono corredati da un ottimo apparato bibliografico nelle loro analisi.
Contro: Nonostante gli autori si dichiarino nella prefazione poco convinti che gli effetti nefasti del neocapitalismo selvaggio si possano correlare alle nuove tecnologie di comunicazione di massa, il dubbio rimane.














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