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Tecnologie e Società

 

Autore: Derrick de Kerkchove
Luogo: Milano
Editore: Feltrinelli Interzone
Anno: 1995
Lingua: Italiano (trad. dal francese)
Allegati: nn
Prezzo: 30000 L
ISBN: 88-07-46002-5

La civilizzazione video cristiana
Recensione di Simona Caraceni


Il mezzo è il messaggio. Quante volte questa frase di McLuhan ci è risuonata nelle orecchie, o ci è stata ripetuta ad ogni piè sospinto? Eppure è inevitabile interrogarsi su come uno stesso contenuto possa essere recepito in modalità differenti, se fruito da un determinato medium invece che da un altro. E soprattutto oggi, in cui i molti media ci portano al limite dell’implosione delle coscienze, in cui le tecnologie si nutrono della resa psicologica dei singoli ad un determinato messaggio veicolato da un dato medium, in cui possiamo affermare senza timore di essere smentiti di essere entrati nell’era delle psicotecnologie.

De Kerckhove parte dall’analisi del primo medium nella storia dell’uomo, e cioè dell’alfabeto dei greci, che si configura all’epoca come il miglior strumento per veicolare a chiunque qualsiasi tipo di contenuto. Pensiamo alla Bibbia degli ebrei, che a causa della mancanza delle vocali, era accessibile ad un solo pubblico "dotto". Ed alla nascita ed allo sviluppo del teatro greco, che riuscì ad indurre nel pubblico tutti gli effetti cognitivi, emotivi e sensoriali dell’alfabetizzazione.E si addentra nell’analisi dei messaggi della Chiesa, affidati dapprima alla stampa (metodo Gutemberg) proprio nel periodo storico peggiore in cui poteva farlo, fino ad arrivare all’analisi della figura del "Papa Mediatico" Giovanni Paolo II, che ha fatto dell’Ecumenismo Elettrico una nuova via alla Santità, riuscendo a capire i propri tempi senza i paraocchi di quel conservatorismo che ha tristemente contraddistinto le mosse della Chiesa nei secoli, ma anche senza "forzare il mezzo" come i tanti tele-predicatori sulle scene televisive nord-americane.

Ma, parafrasando McLuhan, "se Gutemberg ha fatto di ciascuno di noi un lettore, prima Xerox e poi Netscape hanno fatto di ognuno di noi un editore!" E sono molti i quesiti su cui i novelli "copisti elettronici" dovrebbero interrogarsi, anche tastando il polso del campanello più sensibile di tutti, quello dell’Arte, che sempre più si sta servendo delle nuove tecnologie per rappresentare e reinventare il reale.

La nostra, non più era dell’informazione ma era della comunicazione, sta provocando profondi mutamenti alle nostre capacità percettive, pari soltanto alla profonda riprogrammazione cerebrale avvenuta con l’avvento dell’alfabeto fonetico, grazie al nuovo alfabeto del computer. Siamo spettatori e cavie di un momento di grande arricchimento fisiologico dell’uomo, grazie al suo prolungamento, il Computer. Valle ancora a chiamare macchine sceme, allora!

Pro: Il libro riesce a farci capire perché comunichiamo in un certo modo determinati argomenti, e come li percepiamo, presentando un eccellente excursus storico e con elevate basi scientifico-filosofiche.
Contro: Il testo rischia di presentarsi ad un lettore distratto o poco esperto della materia come una serie di saggi poco amalgamati fra loro.














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