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Tecnologie e Società
La scultura futurista

 

La scultura futurista

 

 

 

Come la pittura anche la scultura risente profondamente dei nuovi ideali futuristi, e li applica raggiungendo un alto livello. Ed anche in questo settore spicca la figura di Umberto Boccioni (ma non solo…), il quale approfondisce e allarga la sua ricerca sul dinamismo tanto da sperimentare nel 1912 l'elemento plastico. In quest'anno redige il "Manifesto tecnico sulla scultura futurista" e qui si leggono i nuovi principi di una scultura, che avrà una composizione formata da diversi piani che si intersecano tra loro con materiali vari. L'autore afferma: "La nuova plastica sarà dunque la traduzione nel gesso, nel bronzo, nel vetro e in qualsiasi altra materia dei piani atmosferici che legano e intersecano le cose. Questa visione che io ho chiamato TRASCENDENTALISMO FISICO (…).

La scultura deve quindi far rivivere gli oggetti rendendo sensibile e plastico il loro prolungamento nello spazio, poiché nessuno può dubitare che un oggetto finisca dove un altro comincia e non v'è cosa che circondi il nostro corpo che non lo tagli e non lo sezioni (…). In scultura come in pittura non si può rinnovare se non cercando LO STILE DEL MOVIMENTO, cioè rendendo definitivo quello che l'impressionismo ha dato come accidentale. E tale sistemazione delle vibrazioni, delle luci e delle compenetrazioni dei piani, produrrà la scultura futurista, il cui fondamento sarà architettonico in modo che il blocco scultoreo abbia in sé gli elementi architettonici dell'AMBIENTE SCULTORIO in cui vive il soggetto. Naturalmente noi daremo una scultura d'AMBIENTE (..). Proclamiamo che l'ambiente deve far parte del blocco plastico come un mondo a sé" [4].Le sue ricerche intorno alle tre dimensioni inoltre vivono dell'impossibilità di realizzare pittoricamente la costruzione di un corpo fatto interamente di movimento e quindi solo la scultura autorizza la percezione chiara di uno spostamento nello spazio, sebbene anche la sua rappresentazione sia irrimediabilmente fissata in statua. Inoltre Boccioni applica anche alla scultura le linee-forza, cercando i ritmi interni dei corpi in movimento e rifuggendo dalla modellazione naturalistica e imitativa tradizionale. Egli prosegue: "…facendo vivere la linea muscolare statica nella linea-forza dinamica. In questa linea muscolare predominerà la linea retta (…) La nostra linea retta sarà viva e palpitante; si presenterà a tutte le necessità delle infinite espressioni della materia, e la sua nuda severità sarà il simbolo della severità di acciaio delle linee del macchinario moderno. Possiamo infine affermare che nella scultura l'artista non deve indietreggiare davanti a nessun mezzo pur di ottenere una REALTÀ. Nessuna paura è più stupida di quella che ci fa temere di uscire dall'arte che esercitiamo " [5].

Quindi, come la pittura aveva liberato gli oggetti dall'isolamento sullo sfondo immergendoli in uno spazio avviluppante (o la compenetrazione dei piani), così la scultura avrebbe dovuto amalgamare figura e ambiente in un solo blocco plastico. La riprova delle teorie di Boccioni è forse una delle sue sculture più note: Forme uniche nella continuità dello spazio (fig. 10).

 


Fig. 10. Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio,
1913, Roma, Collezione privata

 

L'opera si caratterizza per la compenetrazione dei piani e per la dinamicità delle forme che fendono lo spazio. Raffigura un corpo umano in movimento con vedute simultanee: la figura si sta spostando velocemente ed in maniera comunicativa. Ma è la simultaneità delle vedute che conduce alla compenetrazione dei piani. L'originale era in gesso ma ne sono state fatte anche copie in bronzo; pur essendo Boccioni un artista futurista, canta la velocità non attraverso l'immagine di un automobile o di un aeroplano, ma di un uomo che cammina. Più tardi anche Giacomo Balla dedicherà all'amico un'immagine che lo ricorda durante le risse sostenute nelle storiche serate futuriste:

 


Fig. 11. Giacomo Balla, Linee forza del pugno di Boccioni,
1915, Birmingham (USA), Collezione privata

 

Linee forza del pugno di Boccioni (fig. 11). In entrambe le sculture vi è, dunque, un personaggio che accenna un passo in avanti anche se la trattazione plastica è alquanto diversa. Boccioni stravolge e sdoppia - in certi punti - un'anatomia umana, fino a deformarla per meglio esprimere lo sforzo e la tensione, e a trasformarla in una struttura aerodinamica - si veda il busto "carenato", privo di braccia e l'alternanza di pieni e di vuoti che testimoniano il contemporaneo " essere e non essere" di un corpo che si muove in un determinato punto dello spazio. Balla sostituisce, invece, alle parti anatomiche del corpo del suo Boccioni le loro pure traiettorie nello spazio, quasi delle eleganti volute che "stanno al posto" delle membra e sono, di fatto, solo il grafico del loro movimento: l'intero corpo è del resto sollevato e come proiettato da una specie di onda che ne rappresenta lo slancio in avanti. I moti curvilinei che partono dalla "onda" (le " virgole "al posto dei piedi, la voluta doppia che parte dalla gamba flessa per giungere al capo del personaggio) sono come trafitte dalla linea nervosa che attraversa la gamba tesa e il busto e dal triangolo rovesciato che mima, nella sua base protesa, l'impatto terribile del pugno dell'amico. Anche Balla quindi si rifà ai dettami della scultura boccioniana e li mette in pratica ottenendo un validissimo risultato.

 

NOTE

4) Umberto Boccioni, Manifesto tecnico sulla scultura futurista, Milano 1912. [back]
5) Op. cit. [back]