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Tecnologie e Società

 

Le grandi intuizioni del Futurismo

 

 

 

Oramai è noto il principio futurista di generare un nuovo linguaggio per esprimere ideali diversi. Ma ciò che conta, sul piano delle innovazioni di linguaggio, è da un lato il radicalismo, dall'altro l'indefinita e aperta complessità delle proposte marinettiane, che precedono enunciazioni di successivi movimenti e configurano per la prima volta il quadro di un'avanguardia "totale", che si estende cioè a tutti i campi. Anche nel periodo finale di attività, il Futurismo continua la sua storia come organizzazione culturale tesa a saggiare tutte le possibilità di diramazione e di espansione del gruppo. In questo campo si può dire che il Futurismo, soprattutto per il grande merito di Marinetti, abbia intuito tutti i canali di diffusione della cultura peculiare del nostro secolo: dalla stampa (a partire dalla pubblicazione del Manifesto sul Figaro), all'editoria, al circuito teatrale (famose le "serate futuriste" che erano insieme propaganda, conferenze, lettura di poesie, mostre di pittura, manifestazioni musicali), al cinematografo (di cui i futuristi intuiscono l'importanza più che praticarlo), alla radio… tutte le componenti di quelli che chiamiamo oggi mass-media vengono individuate e, dove possibile, sfruttate dai futuristi.

Individuando nella crescente borghesia industriale un interlocutore preferenziale, i futuristi troveranno, al suo interno, anche possibili sponsor di manifestazioni culturali (per esempio la rivista Dinamo Futurista, di Depero, finanziata dalla Campari). Su tutti i ceti e su tutto comunque resta sovrana la folla, cioè il corpo stesso dell'industrializzazione nelle sue componenti razionali e irrazionali allo stesso tempo: vale a dire che sull'intero sistema in cui "gioca" l'avanguardia, regnano i valori della politica industriale, dalle classi ai movimenti, dal partito alla massa. In particolare i futuristi riguardano indubbiamente l'esperienza italiana, nella sua svolta storica da civiltà preindustriale a civiltà industriale, messa di fronte al significato della macchina. Come ora noi siamo posti di fronte al significato dell'elettronica.

Perché i futuristi si imposero uno sforzo di creatività esattamente come noi oggi dobbiamo imporcelo. Perché i futuristi praticarono un'operazione di traduzione dell'immaginario attraverso la sostanza profonda delle tecnologie, come noi oggi siamo chiamati a fare. E, infine, perché i futuristi, nel compiere il loro sforzo di adeguamento dei linguaggi alla realtà vissuta, ampliarono il quadro delle culture di riferimento e dei soggetti sociali, esattamente come noi oggi dovremmo tentare ricorrendo drasticamente all'immaginazione sociologica e a quella tecnologica in modi sino ad ora mai toccati. Così come quelli ragionarono sull'automobile, noi dovremmo farlo sul computer, sul videodisco, sulla telematica (progressi ne sono stati fatti molti negli ultimi anni ma si può sempre far meglio).

Il Futurismo pose in dimensione italiana la questione su cosa dovessero diventare i linguaggi della comunicazione e della rappresentazione in campo artistico nell'impatto tra tradizione e società di massa, ivi comprendendo tanto la fabbrica quanto le forme politiche. Lo scrittore nuovo futurista è un individuo che fa parte di una massa e che decide di partecipare al processo produttivo accettando le regole e le condizioni che l'industria e il mercato impongono all'arte; inoltre l'opera di lui diventa pubblica solo in quanto diventa una merce. L'invenzione futurista prese, infatti, consistenza identificando l'oggetto artistico nella fruizione del pubblico e cogliendo nel consumo moderno i ritmi e i tempi del progresso tecnologico: un motore in funzione contro il passatismo della letteratura. Marinetti cerca di far corrispondere alla razionalizzazione e alla modernizzazione capitalistica una razionalizzazione e una modernizzazione della cultura. Negli anni del dopoguerra si è assistito ad una denigrazione del movimento futurista a causa della sua associazione, erronea, al Fascismo ma fortunatamente, soprattutto negli ultimi vent'anni, lo si è molto rivalutato. Con una lettura più obiettiva e profonda si sono ancor più evidenziati i suoi meriti e le sue "felici" intuizioni cosicché oggi risulta un unico ed innovativo tassello nella letteratura e nella cultura italiana.