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Una classificazione contenutistica dei weblogs

 

 

1. Weblog di rassegna e di segnalazione 4. Weblog di progetto
2. Weblog di commento 5. Weblog collaborativi e Blogzine
3. Weblog di narrazione (e affini) 6. Per chi vuole sperimentare: Photoblog, Audioblog, Videoblog, Moblog...

 

 

Nonostante la struttura sostanzialmente uniforme, i blog possono essere molto diversi l’uno dall’altro. Anzi, l’estrema elasticità dello strumento rende praticamente impossibile elaborare una classificazione rigida e “definitiva” dei weblogs. Fra i vari tentativi che sono stati proposti, è comunque molto utile la classificazione in base ai contenuti fatta da Gino Roncaglia [5]. In questo paragrafo si cercherà di fornirne un breve riassunto.

 

1. Weblog di rassegna e di segnalazione

In un weblog di questo genere, la maggior parte degli articoli ha lo scopo primario di segnalare una particolare risorsa informativa reperibile su Web: un sito, una singola pagina, un altro articolo, un'immagine... La segnalazione è in genere costituita da un link accompagnato da una breve descrizione o da un breve commento [6].

I bloggers di questo tipo dunque non sono dei “produttori” di scrittura, ma piuttosto dei mediatori:

Si tratta di quelli che Rebecca Blood chiama filters ("questi weblog hanno una cosa in comune: il primato dei link” [7]), e a questa categoria appartengono molti fra quelli che Giorgio Nova chiama weblog cacciatori [8].

L’esempio classico di questa categoria è il blog di Luca Sofri (www.wittgenstein.it), giornalista de Il Foglio. Da citare anche Camillo (http://www.ilfoglio.it/camillo) di Christian Rocca e Leibniz di Piero Macchioni (http://leibniz.splinder.it/), entrambi giornalisti.

 

2. Weblog di commento

Anch’essi di solito prendono spunto dal collegamento a un’informazione disponibile in rete. In questo caso, però, il link è solo il punto di partenza per un commento di più ampio respiro:

Al centro dell'articolo non è il link in quanto tale ma l'opinione dell'autore del weblog, il suo commento all'informazione raggiungibile attraverso il link. Del resto, l'informazione discussa e commentata può anche non trovarsi in rete: può trattarsi di un film appena visto, di un libro appena letto, di un disco, di qualcosa letto sul giornale o visto alla televisione, di un'esperienza diretta... Così come è invece possibile che l'articolo metta in relazione e discuta informazioni diverse, ed offra quindi più di un link [9].

Giorgio Nova definisce questi i “weblog tessitori”:

sono [...] più portati ad aggregare informazioni diverse, a costruire trame, a fare tessuto, chi tra le informazioni, chi tra i blog. Sono meno rapsodici e fulminanti dei cacciatori, scrivono cose meno frequenti e più lunghe, a volte sono più lenti (può anche capitare che non postino per giorni), ma possono essere anche logorroici. Costruiscono discorsi, coltivano interessi nel tempo, li aggregano, esprimono opinioni articolate, confrontano [10].

Questa è forse la categoria più ampia, e se ne possono citare innumerevoli esempi: Leonardo (http://leonardo.blogspot.com/), EmmeBi (http://www.emmebi.blogspot.com/), Manteblob di Massimo Mantellini (http://www.mantellini.it), 4Banalitäten di Cesare Lamanna (http://blogs.it/0100214/), sono solo alcuni fra i più noti.

 

3. Weblog di narrazione (e affini)

Questi rispondono al modello storico e concettuale al quale si ricollega l’idea di weblog, rappresentato dalla scrittura diaristica. I blog di questo tipo assumono la forma narrativa del racconto e della cronaca personale. Peraltro, i fatti narrati non devono necessariamente essere reali: possono essere rivisitati in chiave creativa, oppure anche inventati di sana pianta.

Il blog di chi sceglie di raccontare la sua vita privata assumerà un aspetto molto simile a quello di un diario. Questi blog sono definiti appunto “diari personali”. Ricordiamoci però che sono pur sempre destinati ad una sede pubblica quale è il Web, per cui è normale che contengano anche dei links, con segnalazioni che si pensa possano interessare il lettore:

il libro che ho appena letto è interessante (o non lo è) per questo o quel motivo, il film che ho visto o il disco che ho comprato mi sono o non mi sono piaciuti, e così via. E queste segnalazioni, a loro volta, riguarderanno spesso (ma non sempre...) risorse disponibili su Web: pagine di altri utenti, siti che ci sembrano particolarmente utili o interessanti, articoli o interventi che abbiamo trovato in rete... [11]
I weblog di questo tipo offrono raramente link esterni, e quando lo fanno i link stessi sono funzionali alla narrazione. La scrittura è di norma in prima persona, e ricorre spesso ai registri della satira o dell'ironia. L'efficacia e l'interesse degli articoli dipendono fortemente dalla capacità di scrittura dell'autrice (si tratta della tipologia di weblog con maggiore presenza femminile, un dato sul quale può essere probabilmente interessante riflettere) o dell'autore [12].

Il weblog diaristico per antonomasia è in Italia quello de La Pizia (http://digilander.libero.it/pizia98/) [13]. Molto famosi sono anche i due diari “immaginari” di Personalità Confusa (http://personalitaconfusa.splinder.it/) e di Massaia (http://www.massaia.splinder.it/).

 

4. Weblog di progetto

Se i blog delle tre categorie precedenti sono emanazioni dirette della personalità di un autore, il blog di progetto ha una funzione solitamente più concreta:

lo sviluppo di un software, l'organizzazione di un convegno, il marketing di un prodotto, la campagna elettorale di un candidato, gli appuntamenti e le iniziative di un'associazione culturale, gli aggiornamenti di un libro, l'applicazione di una normativa, la preparazione di una tesi di laurea... le possibilità sono innumerevoli [14].

I Weblog di questo tipo possono avere uno scopo puramente informativo, oppure possono diventare un agile strumento di lavoro collaborativo: è il caso ad esempio dei weblog che nascono all'interno di un corso scolastico o universitario, con lo scopo di organizzare nel tempo il lavoro didattico e di raccoglierne i risultati [15]. Un esempio interessante di weblog di progetto è Webgol (http://webgol.splinder.it/), il weblog del Master di giornalismo on-line dell'università di Firenze coordinato da Antonio Sofi.

 

5. Weblog collaborativi e Blogzine

Nei weblog collaborativi, la gestione è condivisa da un gruppo di “redattori”, ognuno dei quali ha un proprio nome utente e una password. Si tratta di una categoria trasversale, in quanto un blog collaborativo può anche essere di commento, di progetto etc.

In alcuni casi, i weblog collaborativi si trasformano in un vero e proprio prodotto editoriale, una rivista in rete con un nucleo fisso di collaboratori, una struttura redazionale articolata, e magari anche l'attribuzione di un codice ISSN (International Standard Serial Number). La dimensione in qualche misura 'amatoriale' caratteristica di molti weblog è in questi casi spesso sostituita dalla ricerca di professionalità, pulizia grafica, cura dei contenuti, anche se talvolta al prezzo di una certa perdita di immediatezza e originalità. Quando la professionalità del prodotto e/o la specificità dei contenuti hanno il sopravvento si può parlare di vere e proprie riviste in rete, o E-Journals (naturalmente una rivista in rete può essere realizzata anche con strumenti diversi da quelli nati per la gestione di weblog); quando la natura spontanea e 'contaminante' dei weblog viene preservata si parla piuttosto di Blogzine [16].

Nel panorama italiano il più celebre esempio di blog collaborativo è certamente The Gnu Economy (http://www.gnueconomy.net/), coordinato da Gianluca Neri. Altri casi di rilievo sono QuintoStato (http://www.quintostato.it/), Il Barbiere della Sera (http://www.ilbarbieredellasera.com/) e Blog.it (http://www.blog-it.net/).

 

6. Per chi vuole sperimentare: Photoblog, Audioblog, Videoblog, Moblog...

I weblog tradizionali sono prevalentemente testuali, ma naturalmente non c'è alcun motivo per il quale gli strumenti di gestione dei contenuti utilizzati per creare un weblog testuale non possano essere utilizzati - con le opportune modifiche - per gestire 'in forma di weblog' anche immagini, appunti sonori, filmati [17].

Una sotto-categoria piuttosto ampia in questo senso è quella dei photoblog: ogni post è costituito da un'immagine, invece che da un testo.

 

Note

5) G. Roncaglia, “Weblog: una introduzione”, in www.merzlog.com, 2 agosto 2003. [back]

6) G. Roncaglia, cit. [back]

7) R. Blood, The Weblog Handbook, Cambridge (MA), Perseus Books, 2002, pp. 7-8. [back]

8) G. Roncaglia, cit. [back]

9) G. Roncaglia, cit. [back]

10) G. Nova, in http://falsoidillio.splinder.it/1043518643#32422 [back]

11) G. Roncaglia, cit. [back]

12) G. Roncaglia, cit. [back]

13) L’autrice del blog è Eloisa Di Rocco, e da esso è nato il libro Mondo Blog, Milano, Hops Libri, 2003. [back]

14) G. Roncaglia, cit. [back]

15) G. Roncaglia, cit. [back]

16) G. Roncaglia, cit. [back]

17) G. Roncaglia, cit. [back]