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L’artista nel tempo della realtà virtuale
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e sitografia

 

“Blurring Architecture”: le architetture simulate di Toyo Ito

Francesca Cozzolino

 

[Ricerca realizzata per l'esame del Corso di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa
(prof. Pier Luigi Capucci), DAMS, Università di Bologna, A.A. 2002/2003
Programma del corso (pdf, 12 Kb)]

 

 

Costruendo uno spazio, infatti, si dà forma ad una realtà possibile, la si rende visibile ed agibile, la si attualizza. Questo è quello che succede con la ricostruzione storica di edifici persi che appartengono al passato ed è quanto ha fatto l’IBM, una delle più coraggiose pioniere a battere l’incerto terreno della realtà virtuale, nel 1993, con la ricostruzione virtuale dell’antica abbazia medioevale di Cluny. La simulazione può essere utilizzata anche per ricreare architetture ex novo, ed è in questo modo che la utilizza l’architetto Toyo Ito, artista contemporaneo degli spazi e dei luoghi che pone come basi per il suo linguaggio di creazione proprio l’artificialità e il virtuale.