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La “riscoperta” dell'olfatto: marketing e tecnologia

Valeria Russo

 

[Ricerca realizzata per l'esame del Corso di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa
(prof. Pier Luigi Capucci), DAMS, Università di Bologna, A.A. 2002/2003
Programma del corso (pdf, 12 Kb)]

 

 

Da un po' di tempo, puntando sul fatto che da sempre l'odore è un potente mezzo d'identificazione, gruppi bancari, catene di supermercati, negozi d'abbigliamento, hanno "costruito" il proprio profumo caratteristico. Il cosiddetto logo olfattivo non solo può essere utilizzato su supporti materiali ma può anche essere diffuso in ambienti. In quest'ultimo caso si ha il vantaggio di occupare interamente lo spazio e di pervadere completamente la situazione in cui è diffuso. Diffondendo l'odore durante eventi sponsorizzati, culturali o sportivi, di forte carica emozionale, è possibile condizionare un determinato pubblico ad una risposta emotiva favorevole che scatterà automaticamente al risentire l'odore sul prodotto stesso o nei negozi che lo vendono. Il buon odore del negozio s'identifica nell'inconscio del cliente con la bontà del prodotto o del servizio proposto. Aromatizzare un locale costituisce una potente arma per conquistare i clienti, ritagliandosi uno spazio non effimero nelle loro memoria, proprio perchè gli odori restano impressi nel cervello per molto tempo, sotto forma di emozioni legate alle situazioni in cui sono stati sentiti per la prima volta.