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IL MONTAGGIO DIGITALE

 

1 - Storia del montaggio 4 - I problemi irrisolti: velocità e ritmo
2 - Vantaggi dell'elettronica 5 - Il montaggio digitale nel futuro
3 - Storia del montaggio digitale  

 

Storia del montaggio

1900-1925: epoca pre-meccanica. Nelle sale di montaggio le montatrici lavoravano con un passa-film, un paio di forbici ed una lente d'ingrandimento; vedevano i film come uscivano dal laboratorio di sviluppo e stampa in proiezione poi riesaminavano i fotogrammi con la lente, cercando di ricordare come apparivano in movimento e tagliavano con le forbici dove pensavano che fosse corretto. Infine, dopo aver appiccicato le inquadrature con dei pezzi di carta, proiettavano questo primo assemblaggio per il regista e il produttore in modo da concordare ulteriori aggiustamenti. Introdotta negli ani '20 come strumento per vedere film amatoriali, la Moviola divenne indispensabile con l'avvento del sonoro (1927) in quanto dava la possibilità al montatore di studiare il movimento delle immagini, fotogramma per fotogramma, coordinando immagini e suono (era meccanica del montaggio). Sue più sofisticate discendenti sono la Steenbeck, la Kem e la Prevost. "All'inizio del ventunesimo secolo siamo nel pieno di una rivoluzione: il montaggio è diventato Elettronico" (1). I sistemi elettronici più usati sono Avid e Lightworks; essenzialmente funzionano allo stesso modo: "Il materiale cinematografico girato viene trascritto digitalmente su memorie ottiche con tutti i necessari segnali di codificazione che permettono l'immediata identificazione d'accesso istantaneo ad ogni singolo fotogramma su semplice richiesta del montatore tramite computer" (2). Una volta deciso l'ordine delle sequenze, il programma stampa una edit list che consente di conformare la pellicola 35 mm a quello che sta nel computer attraverso le tradizionali macchine di montaggio

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Vantaggi dell'elettronica

Col montaggio meccanico le immagini e le informazioni sulla combinazione delle immagini coincidono perciò, prima di creare una sequenza alternativa, si deve disfare la sequenza precedente (montaggio distruttivo). "Nel montaggio computerizzato, questo non avviene: le informazioni sull'ordine delle inquadrature sono conservate in un luogo separato dalle inquadrature stesse" (3). Ciò significa che ogni volta che si guarda una sequenza le immagini vengono assemblate direttamente sotto i nostri occhi ma quello che si crea nel computer non è altro che un assemblaggio virtuale: è possibile stravolgere la scena cambiando solamente le istruzioni, senza che le immagini in sé vengano disturbate. Quindi "Il regista può rivedere tutto il materiale nel suo aspetto originale non 'tagliato', anche se è già stato usato per svariate versioni del montaggio" (4).
L'attributo più importante dei sistemi elettronici è la maggior velocità, derivante dall'accesso diretto istantaneo al materiale mentre, nei vecchi sistemi meccanici, il montatore doveva ritrovare e riprendere in mano qualunque inquadratura servisse.
Non è necessario stampare la copia lavoro del film perché si può trasferire direttamente su hard disk il negativo 35 mm e, una volta montato il film, stampare solamente i ciak inclusi nel montaggio.
Il computer richiede meno personale nelle sale di montaggio poiché svolge compiti normalmente affidati ad assistenti ed apprendisti.
"Se si può fare il lavoro più in fretta e impiegando meno personale (e non si devono stampare tutte le buone) si direbbe che si possa essere più produttivi e ridurre adeguatamente il costo della post-produzione" (5) favorendo in modo particolare i film a basso costo.
L'immagine elettronica permette di effettuare "elettronicamente anche tutte quelle operazioni tecniche come le dissolvenze, le sovrimpressioni e in genere tutti i cosiddetti effetti speciali che, in termini di tecnica cinematografica sono costosi, richiedono lunghi tempi di lavorazione e talvolta creano perdite nella qualità dell'immagine" (6).
Il montaggio elettronico, oltre a non produrre scarti di cui doversi preoccupare archivia ogni versione tentata di una singola scena per poterla ritrovare nel futuro.
I sistemi elettronici consentono un uso sofisticato del suono, portando avanti molte colonne sonore nel corretto rapporto di sincrono con la colonna video (l'Avid è in grado anche di simulare il mix finale variando il volume e l'equalizzazione nonché dissolvendo sia in entrata che in uscita su ogni colonna).

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Storia del montaggio digitale

Per raggiungere lo stato attuale, sono occorsi più di tre decenni di sperimentazione. La maggior difficoltà iniziale era costituita dalla primitiva e costosa capacità del computer nell'immagazzinare e manipolare la quantità di dati generati da un film lungometraggio. Tuttavia, per tutti gli anni '70 e '80, si è investito molto nella ricerca di diversi sistemi in competizione tra loro, specialmente da parte di quelle società che vedono una convergenza tecnica del mondo del cinema con quello della televisione in quanto le attrezzature televisive offrono un'enorme possibilità di profitto e innovazione (ad esempio, l'Avid fornisce stazioni televisive di informazione digitali). Ma, oltre che dal produttore di sistemi, lo sviluppo del montaggio elettronico è stato promosso dal forte impulso di alcuni cineasti attratti dal risparmio, dalla maggiore velocità e dalla moltiplicazione delle possibilità creative. George Lucas, a partire dal 1981, ha utilizzato le risorse della Lucas film per sviluppare la ricerca su Edit Droit, il suo ambizioso sistema di montaggio basato su laser disc. Francis Ford Coppola ha messo a punto un sistema di montaggio ad accesso diretto controllato dal computer (sebbene ancora basato sul video tape), il Montage, utilizzato ne Il Padrino III (1990). In entrambi i sistemi "il computer controllava le operazioni di una batteria di macchine analogiche sulle quali giravano le immagini" (7) per mezzo di un supporto costituito da laser disc o videocassetta. Si può parlare, quindi, di montaggio "elettronico analogico".

Dalla fine degli anni '80 divenne tecnicamente possibile digitalizzare direttamente sul computer le immagini del film in modo da far coincidere il materiale alle informazioni su quel materiale. I sistemi che sfruttavano questa innovazione, l'Avid e il Lightworks, intrinsecamente più efficienti, produttivi e flessibili dei loro predecessori, iniziarono ad essere utilizzati per un tipo di montaggio che possiamo definire "elettronico digitale". Nella prima fase del loro sviluppo, le macchine digitali erano criticate per la scarsa qualità delle immagini ma, nel corso degli anni '90, la caduta del costo della memoria dei computer e la proporzionale crescita della qualità delle immagini digitalizzate, fecero sì che per i sistemi digitali fosse sempre più facile fronteggiare la concorrenza. Nonostante ciò la loro diffusione fu ostacolata da altri problemi di sviluppo. Difatti, le prime macchine erano così costose che normalmente un film se ne poteva permettere solo una, costringendo il montatore e l'assistente a turni di lavoro. Essi, inoltre, abituati alla facilità manuale ed alla comodità ergonomia dei sistemi meccanici dovevano trovare una certa familiarità nell'utilizzo della tastiera. Questo era il motivo per cui, almeno inizialmente, si rivolgevano al computer per realizzare per lo più serie veloci di stacchi o il montaggio sonoro complicato, ricevendo spesso la risposta che era stata oltrepassata la velocità di calcolo. Infine, per quanto riguarda gli Stati Uniti, dove la pellicola viaggia a 24 fotogrammi al secondo e il video a 30 (in Europa sia la pellicola che il video viaggiano a 25 fotogrammi al secondo), c'erano dei problemi nel garantire l'affidabilità dell'edit list, perciò, sul video dovevano essere aggiunti sei fotogrammi "fantasma" al secondo.

Oggi questi problemi sono stati risolti grazie al programma Film Composer di Avid che assicura una corrispondenza tra i fotogrammi del film e quelli del computer, rendendo la edit list perfettamente affidabile nel conformare la pellicola 35 mm, e alla possibilità di accedere allo stesso set di hard drives tramite due o più postazioni di lavoro. Inoltre la qualità dell'immagine digitalizzata è migliorata considerevolmente e sono state in gran parte superate le questioni economiche tanto che, nel 1996, Il paziente inglese è il primo film montato in digitale a vincere l'Oscar per il montaggio. Non solo, nel 1999 Star Wars I - La minaccia fantasma, Tarzan, Un marito ideale e Toy Story II sono stati proiettati in digitale in alcune sale cinematografiche negli Stati Uniti e in Europa, facendo presagire che presto la pellicola 35 mm non verrà più usata per la proiezione nei cinema. Eppure alcuni cineasti preferiscono montare ancora su sistemi meccanici e rimanere legati all'uso della pellicola rifiutando l'abbandono di un modo di fare cinema perfezionato per molti anni e utilizzato per realizzare tutti i classici che conosciamo. "Spielberg è arrivato al punto di comprare una dozzina di Moviole con i pezzi di ricambio e di assicurarsi i servizi tecnici specializzati per mantenerle perfettamente funzionanti anche in futuro" (8).

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I problemi irrisolti: velocità e ritmo

Una delle questioni che può generare qualche inconveniente riguarda, paradossalmente, il principale vantaggio dei sistemi computerizzati: l'accesso diretto istantaneo. Essi derivano gran parte della loro velocità dalla capacità di mostrare il materiale richiesto istantaneamente; per questo motivo dipendono molto dalla qualità degli appunti presi al momento della prima visione in quanto essi sono la chiave per aprire l'archivio del film. Tuttavia è spesso necessario riesaminare costantemente il materiale mettendo in discussione gli appunti iniziali perché è possibile che inquadrature allora considerate inutili vengano a rivelarsi di grande utilità. Questa costante revisione, che era una parte fondamentale del processo meccanico e creativo delle macchine lineari, è tecnicamente possibile anche nei sistemi non lineari (basta organizzare il materiale in grandi blocchi e scorrerlo ad alta velocità), ma c'è una profonda differenza su come la pellicola in digitale viaggiano ad alta velocità. "Quando si viaggia a dieci volte la velocità normale, le macchine lineari a pellicola come la Kem la raggiungono riducendo il tempo di visione di ogni fotogramma del 90%" (9). Questo significa che ogni singolo fotogramma è visto per 1/240 di secondo invece di 1/24. I sistemi digitali, invece, raggiungono una velocità di dieci volte superiore al normale sopprimendo il 90% dell'informazione, ovvero mostrandoci un fotogramma ogni dieci.

Connesso al problema della velocità è anche quello del ritmo. Negli ultimi cinquant'anni, il ritmo di montaggio dei film è andato aumentando, probabilmente sotto l'influsso della pubblicità televisiva che ha sviluppato una sorta di "stenografia visiva" per inserire il maggior numero di informazioni nel breve e costoso spazio a lei dedicato e per attirare meglio l'attenzione dello spettatore.
Ma "si ha la sensazione che forse i film sono oggi montati troppo veloci e che forse se ne può incolpare, almeno in parte, il digitale" (10). Il film, per essere contenuto nella memoria del computer, deve essere compresso digitalmente, operazione che può ridurre sensibilmente la quantità di informazioni visive di un'inquadratura. Questo può indurre il montatore a staccare prima del punto in cui avrebbe staccato se avesse lavorato sull'immagine cinematografica pienamente dettagliata. Quando la pellicola 35 mm, una volta conformata, viene proiettata, l'occhio percepisce che le immagini si susseguono troppo velocemente. Inoltre, mentre col montaggio elettronico si guardano dei monitor TV bisogna pensare alle diverse dimensioni dello schermo cinematografico. Per questo un film deve avere un ritmo diverso da quello di un video musicale o uno spot pubblicitario.

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Il montaggio digitale nel futuro

Attualmente,il montaggio è ancora un processo ibrido diviso tra 35 mm e digitale ma l'obiettivo finale dei sistemi computerizzati è una macchina che permetta al montatore di lavorare con tutto il materiale a portata di mano e senza il bisogno di alcun aiuto, una macchina che integri montaggio ed effetti speciali e che porti direttamente al prodotto finito. Questo sarà possibile quando la pellicola non verrà più adottata come supporto di ripresa e proiezione e saranno sviluppate cinecamere completamente digitali. Se si prende in considerazione la Legge di Moore (la velocità di calcolo a parità di costo raddoppia ogni 18 mesi) sembra essere soltanto questione di tempo… George Lucas ha annunciato che prevede di rinunciare completamente alla pellicola e di girare il prossimo episodio di Star Wars con camere digitali ad alta definizione.

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NOTE

1) Walter Murch, In un batter d'occhi, Lindau, Torino, 2000, pag. 70.
2) Virgilio Tosi, Breve storia tecnologica del cinema, pag. 91.
3) Walter Murch, Op. cit., pag. 73.
4) Walter Murch, Op. cit., pag. 74.
5) Walter Murch, Op. cit., pag. 74.
6) Virgilio Tosi, Op. Cit., pag. 91.
7) Walter Murch, Op cit., pag. 78.
8) Walter Murch, Op. cit., pag. 71.
9) Walter Murch, Op. cit., pag. 91.
10) Walter Murch, Op. cit., pag. 97.