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Primo numero di NetMagazine sul Web
Ultimo numero di MagNet

 

Le due fasi del Web
(ottobre '94 - dicembre '97)

 

1 - La maturità della versione FirstClass e la versione Web
2 - NetMag sul Web
3 - da NetMag a MagNet
Il primo "numero" di NetMag sul Web (maggio 1995)
L'ultimo "numero" di MagNet (dicembre 1997)

 

La maturità della versione FirstClass e la versione Web

Poiché intorno al mese di maggio ‘94 la versione di NetMagazine in FirstClass aveva raggiunto una certa maturità, la redazione si interrogò sulla possibilità di realizzare anche una versione di NetMagazine per il Web, con cui verificare la potenzialità di sinergie e di opportunità comunicative. Per un periodo abbastanza lungo dunque (dall'ottobre '94 al maggio '96) entrambe le versioni (FirstClass e Web) di NetMagazine furono online, perché ci sembrava che la dualità di quell'esperienza e le sinergie che ne scaturivano fossero interessanti. Questa dualità della pubblicazione rimase finché l'energia necessaria al mantenimento della versione Web non consentì più di dedicarsi alla versione FirstClass, che fu abbandonata.

Ma perché fare due versioni diverse della stessa cosa? Perché queste due “edizioni” non erano “la stessa cosa”. Programmi - all'epoca - come Netscape e Mosaic (allora non esisteva ancora Internet Explorer di Microsoft) consentono una fruizione ipermediale ma sono deboli nell’interazione dialogica, come per esempio nei forum, o dove la comunicazione ha bisogno di “botta e risposta”, dove c’è un’interazione più viva, dove è necessaria un’informazione tempestiva. Netscape e Mosaic, in fondo, sono “vetrine” dove l’utente è davanti a qualcosa che può solo, interattivamente, consultare e prendere. FirstClass, invece, pur non essendo ipermediale dà la possibilità di scambiare messaggi, di partecipare a discussioni, di comunicare in tempo reale. Ed era utilizzato da gran parte di chi si collegava telefonicamente a NetMagazine o da chi non aveva accesso a Internet (all’epoca la maggioranza dei nostri lettori). La fruizione mediante FirstClass era dunque di natura prettamente locale, mentre quella tramite i browser HTML è planetaria.

Ma vi erano anche altre importanti differenze tra le due edizioni. Quella in FirstClass era un database in continuo aggiornamento e accrescimento, una pubblicazione quindi non periodica, versata nella dimensione dialogica della comunicazione, nella discussione e nell’informazione, adatta a seguire direttamente e in tempo reale, sul campo, in maniera immediata, le manifestazioni a cui NetMagazine partecipava. L’edizione World Wide Web era invece un laboratorio di sperimentazione multimediale, dove l’informazione era presentata in forma più ricca e articolata. NetMagazine-WWW era una pubblicazione periodica, periodicamente aggiornata, aperta alle novità tecnologiche di comunicazione e di interfaccia, attenta alla grafica e alla presentazione multimediale e ipertestuale dell’informazione.

Dunque si trattava di due cose diverse, anche se in sinergia tra loro, di due modi di fare e fruire NetMagazine. Se l’utente voleva partecipare ai forum di discussione bastava che “scaricasse” sul suo computer il software FirstClass e che con esso si collegasse alla BBS (mediante telefonata diretta o protocollo TCP/IP).

Il maggiore impegno redazionale richiesto dalle due versioni di NetMag, la crescita tecnica e gli impegni universitari portarono alcuni studenti ad abbandonare il primo nucleo redazionale, sia perché avevano raggiunto un’esperienza tale da poter essere soggetti interessanti sul mercato del lavoro (nel quale iniziava ad esserci grande richiesta per queste professionalità), sia perché alcuni di essi stavano per laurearsi e non potevano più garantire quell’impegno che avevano dato in precedenza. Il gruppo di ricerca perse alcuni elementi e ne acquistò altri. NetMagazine crebbe di notorietà, anche al di fuori degli addetti ai lavori, e incrementò il numero dei collaboratori esterni.

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NetMag sul Web

Quando nel maggio ‘94 si decise di realizzare anche una versione di NetMagazine per il Web, all’epoca in Italia non esistevano “riviste” sul World Wide Web, e anche a livello internazionale gli esempi erano abbastanza pochi (per esempio la celebrata Wired sarebbe comparsa solo nell’ottobre ‘94). Essendo in Internet, NetMagazine, avrebbe avuto le potenzialità di una fruizione molto più ampia, planetaria, ma questo nuovo progetto avrebbe posto anche notevoli problemi redazionali, sia dal punto di vista del lavoro aggiuntivo rispetto all’edizione in FirstClass, sia dal punto di vista della programmazione e della grafica, dal momento che il Web consentiva un impatto grafico, multimediale e ipertestuale molto più accentuato che all’interno dell’ambiente di FirstClass. Inoltre nessun membro del team aveva esperienza di programmazione HTML (il linguaggio del Web) mentre erano scarse le esperienze di grafica, e anche dal punto di vista tecnico era necessaria una strumentazione che il Centro Studi Baskerville non possedeva (come, ad esempio, uno scanner).

Si decise egualmente, di concerto con i responsabili del Centro Studi, di dare avvio al progetto di realizzazione di una versione di NetMagazine per il Web, mantenendo attiva nel contempo la versione in FirstClass, di cui l’ultima release del programma consentiva anche la connessione via Internet. Ciò avrebbe anche consentito di studiare le possibili sinergie tra le due versioni della stessa pubblicazione e tra software nati per obiettivi diversi.

I primi tre mesi furono perciò dedicati all’apprendimento del linguaggio HTML, allo studio del formato dei file, della grafica e dell’interfaccia, e dell’organizzazione ipertestuale della nuova pubblicazione. Ci si trovò di fronte a difficoltà operative per mancanza di manuali di programmazione in linguaggio HTML, per le limitazioni di accesso alla macchina collegata al server, per la mancanza di nuovi strumenti di lavoro, come uno scanner, e di supporti per ampliare lo spazio per memorizzare i files. Pian piano, grazie all’esperienza sviluppata all’interno del Centro Studi Baskerville, stimolati anche dai preziosi consigli di Maurizio Marinelli, uno dei fondatori e responsabili del Centro, la redazione di NetMagazine acquisì autonomia organizzativa. Numerosi incontri del gruppo aiutarono a definire il sito che, rispetto alla versione in FirstClass, software nato per messaggistica elettronica, aveva delle sostanziali differenze. Il Web infatti permette una più accurata veste grafica, a scapito però di una minore interazione con l’utenza.

Da una situazione in cui la redazione si incontrava spesso con i propri "lettori" in linea, grazie alla chat, si passò ad una struttura che permetteva sì di raggiungere un bacino d’utenza più ampio, ma eliminando i frequenti e immediati contatti con i fruitori. Pur restando costanti gli obiettivi di NetMagazine, le categorie in cui era strutturata vennero riviste, e nell’ottobre 1994 fu realizzata una prima versione.

Nei mesi successivi si affinarono le capacità tecniche inerenti al Web publishing, vennero ridisegnati il logo (grazie all’aiuto di un grafico, Luca Patini), intorno alla metafora delle “isole biologiche”, e tutti i vari elementi dell’interfaccia (bottoni, sfondi, layout…), venne infine realizzata la struttura della pubblicazione. Finalmente, nel maggio ‘95 il progetto fu completato, NetMagazine divenne stabilmente presente anche sul Web e, nel giugno 1995, in occasione del Convegno nazionale "Audio Video Ergo Sum. Multimedialità diffusa", venne presentata per la prima volta al pubblico.

Dunque, a partire dal maggio ‘95 gli utenti di Internet potevano leggere NetMagazine anche con un browser ipermediale (Mosaic, Netscape o altro). NetMagazine era visibile sia all’interno del software FirstClass (con un collegamento mediante normale linea telefonica o tramite TCP/IP, cioè Internet, protocollo di comunicazione implementato nell’ultima versione del programma), sia in HTML (con software Mosaic o Netscape), cioè in modo ipermediale. Queste due versioni di NetMagazine operavano sinergicamente.

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Da NetMag a MagNet

Il progetto di ricerca proseguì per tutto il ‘95 e per i primi mesi del ‘96. La versione di NetMagazine in FirstClass aveva ormai abbondantemente superato i due anni, mentre quella sul Web compiva un anno. Il lavoro redazionale e tecnico si era notevolmente perfezionato. Nell’aprile ‘96 la pubblicazione era ormai matura, e il progetto di ricerca poteva considerare raggiunti i propri obiettivi.

Si pensò allora di provare a sperimentare la trasformazione della pubblicazione all’interno di una dimensione economica (NetMagazine era completamente gratuita, sia per chi vi accedeva sia per chi ci lavorava), per vedere se fosse stato possibile recuperare i costi gestionali e mantenere una redazione (alla luce di quanto avviene oggi sul Web tutto ciò fa sorridere!), provando a immaginare una strategia di copertura dei costi e di trovare eventuali forme di retribuzione. Questo avrebbe significato in primo luogo fare un ulteriore salto di qualità, di impegno da parte della redazione. In secondo luogo, poiché questa dimensione economica si poteva pensare solo nell’ambito di sponsorizzazioni, essa avrebbe potuto diventare l’occasione per sperimentare tecnicamente il modo di fare pubblicità in Internet.

Aree d’interesse
• Le teorie e le pragmatiche della comunicazione e della rappresentazione tecnologica.
• L’ambiente delle reti.
• Le relazioni tra naturale e artificiale
• L’etica dei nuovi media.
• I nuovi media, la didattica e la formazione.
• Gli aspetti cognitivi delle nuove tecnologie.
• Gli aspetti economici dei nuovi media.
• Le relazioni tra arti, scienze e tecnologie.

Lingue
• Italiano, Inglese, Francese
(I testi in lingua straniera sono pubblicati in lingua originale)

Contributi
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MagNet è gratuita e può essere liberamente letta e scaricata online.

 

Il Centro Studi Baskerville, essendo un’entità no-profit, per statuto non poteva prevedere uno sviluppo del progetto di ricerca, sia pure natura sperimentale, in questa direzione. Non poté dunque appoggiare l’iniziativa. Da qui l’idea di accettare la proposta di essere ospitati da una società commerciale come l'Editrice Compositori di Bologna, attiva in ambito editoriale, per poter affiancare alla ricerca culturale una dimensione economico-commerciale, garantendo comunque alla pubblicazione la più totale indipendenza di contenuti e orientamenti. All’interno di questa nuova collocazione, dopo un periodo di sviluppo della nuova versione, grazie a un rinnovato abito grafico e a una nuova interfaccia, a una maggiore ricchezza fruitiva, NetMagazine dal mese di settembre 1996 diventava MagNet.

Al di là dei contenuti, la particolarità di MagNet era l'interfaccia. Normalmente, e all'epoca ciò era ancora più evidente, i siti web erano in genere delle trasposizioni delle pagine di carta con lo scolling verticale. MagNet rompeva questa consuetudine creando la metafora di uno spazio a più piani da esplorare, introducendo anche lo scrolling orizzontale e la possibilità di esplorare questi piani che, a qualunque risoluzione, erano sempre più grandi dello spazio del monitor. In secondo luogo il testo era usato non solo con funzione informativa, ma anche con funzione grafica, cosicché il peso complessivo delle pagine era limitato. Per fare questo bisognava intervenire sul codice HTML introducendo degli "errori". Questa parte fu piuttosto complessa, anche perché se fino ad allora si era testato il sito soprattutto per Netscape (che allora aveva la quasi totalità del mercato), dall'inizio del '97 bisognò inziare a testarlo anche per Internet Explorer, che rapidamente stava guadagnando quote di mercato. Ci si accorse così che gli "errori" di codice introdotti manualmente per enfatizzare alcuni aspetti dell'interfaccia, errori che Netscape lasciava passare, erano invece "corretti" da Explorer, generando così qualche difformità e inconsistenza (rivedendo il sito coi browsers di oggi è curioso che questa differenza "di carattere" permanga!). Fu quindi necessario, vista la rapida diffusione di Explorer, trovare un compromesso nella visualizzazione, cosa che riuscì pienamente nei primi mesi del '97.

 

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MagNet ha ricevuto numerosi consensi ed è stato invitato varie volte all'interno di manifestazioni, è stato presentato pubblicamente in diverse occasioni, persino all'interno di trasmissioni televisive come Mediamente. Alla fine del '97, poco prima della sua chiusura, era divenuto piuttosto noto, anche fuori d'Italia.

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