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Un artista multimediale: H. R. Giger
di Daniele Bontumasi

 

 

Viviamo in una fase di passaggio, scenari di mutazione non ancora ben definiti sono in atto, ovunque si avverte la necessità di una radicale riscrittura dei codici bio-culturali del mondo occidentale

 

NEW YORK CITY VI Lilith 3d3 Necronomicon IV

 

Devo affermare che il percorso che le arti contemporanee hanno compiuto alla fine del secondo millennio è dei più inconsueti, credo, anche se raffrontato con periodi già molto anomali come quello della seconda metà dell’Ottocento e della prima metà del Novecento.

 

The beast 666 Biomeccanoidi Biomeccanoidi Body with long scull

 

Un artista come H.R. Giger, la cui attività è ancora in pieno svolgimento, ha saputo coniugare, senz’altro, gran parte delle nuove tendenze estetiche dell’ultimo Novecento. Risulta difficile etichettare l’arte di Giger: artista multimediale, negli ultimi venticinque anni ha anticipato il futuro, divenendo celebre, non solo attraverso pittura scultura e cinema, (molti lo ricorderanno come l’ideatore del mostro Alien), ma anche attraverso l’utilizzo di veicoli non strettamente artistici ma più legati alla cosiddetta "arte applicata". Egli ha disegnato le più belle copertine di dischi dell’intera storia del Rock, (Emerson Lake & Palmer, Debbie Herry, Danzig, Steve Stevens, Carcass), ha collaborato a riviste culto degli anni Settanta come la francese "Metal Hurlant", ha seguito progetti scenografici e di costumi per innovativi film fantascientifici (ricordavo Alien ma anche, Dune, Poltergeist, Predator, fino all’ultimo Species).

 

Satana I Donne Dune I Erotomechanics

 

Giger ha "ri-progettato" un futuro in modo molto diverso da ciò che l’iconografia fantascientifica classica ha sempre rappresentato: la grande intuizione di Giger è che il futuro, la macchina, la comunicazione, la tecnologia avrebbero cambiato non il mondo ma l’uomo stesso, strutturalmente, geneticamente. Una provocazione estrema: la nascita del biomeccanoide, sesso e metallo, sangue e neotecnologie, in un’unica soluzione.

 

Erotomechanics VI Schizzi su diario Schizzi su diario Materia organica III

 

I biomeccanoidi gigeriani, creature lovecraftiane ridisegnate al computer graphic, sono esseri ambigui, commistione tra organico e inorganico, fra vivente e non-vivente: qualcosa di più del cyborg, in quanto il non-organico comincia a prevalere togliendo ogni residuale speranza d’umano e umanità.

 

New York city XI exotic Olio Olio Olio

 

Nell’intera opera di Hans Rudy Giger troviamo influenze che vanno da Lovecraft ad Albrecht Durer, da Max Ernst a Salvador Dalì, da autori della corrente cyberpunk a pittori come Ralph Abati, Dado (che Giger considera il "Bosch del XX secolo") o Jean Marie Poumeyrol. Tra il trauma della nascita e la maledizione della morte, Giger, permeando tutta l’intera opera con un fortissimo erotismo, combina e favorisce accoppiamenti contronatura che testimoniano il terribile piacere e nello stesso tempo il piacevole sgomento della perdita del corpo. Ed è proprio il corpo, che nel terzo millennio il senso comune comincia ad identificare come costruzione culturale, come terreno di costruzione dell’immaginario, diventa una nuova inquietante terra di conquista, territorio in cui esplodono tensioni e perversioni che nelle epoche passate erano rimaste allo stato latente. Giger dipinge nuove formule liberatorie della sessualità e del desiderio che trovano a loro volta espressioni in un’arte che fa della vita il suo campo d’azione. Tutti i propri incubi Giger li ha esorcizzati trasformandoli in arte grazie a quel micidiale psicanalista che nelle sue mani diventa l’aerografo. Nella sua personale galleria ogni cosiddetta devianza diventa il nostro sabba quotidiano ed inevitabile, ed il sesso diventa un monumento alla vita, alla morte, alla resurrezione.

 

Landscape XX Paesaggi XXXIII Pilota del relitto di Alien Polter

 

La ricreazione della vita, la progettazione dell’esistenza, la visione del futuro, sono state pulsioni fondamentali di quell’arte che ha perseguito come proprio fine la sperimentalità, dal livello estetico a quello sociale e culturale: questa è l’arte di Giger. Un’arte che s’interroga sulla caduta dell’universo antropocentrico, sulla natura artificiale generata dall’uomo, sui nuovi linguaggi tecnologici, sulla totalità esistenziale dell’individuo, sulla sua nuova dimensione ambientale. Oggi assistiamo ad uno sviluppo, nell’ambito della rappresentazione, che mostra la rivincita del corpo: si pensi a quell’arte che fa della materia (naturale o artificiale), della fisicità del corpo, gli ingredienti sui quali imperniare il proprio linguaggio, come l’arte povera, la land art, la body art, l’happening.

 

Relitto Rosso Paesaggio XVIII untitled

 

Ciò che accomuna molti artisti contemporanei è l’evidente intento di scardinare i canoni estetici dell’arte, rivoluzionare il sentire artistico, il percorso creativo e la produzione. Questi artisti, tra i quali Giger è uno dei casi più rappresentativi, possono non usare direttamente il proprio corpo, ma creano immagini volutamente provocatorie colpendo i simboli inconsci dell’immaginario comune, scardinando tabù ancestrali legati al sesso come alla morte.

 

untitled Specchio Tatuaggi Zodiac

 

Giger precursore di nuove forme espressive, ha seguito l’evoluzione di quelle forme d’arte che dalla pittura alla scultura sono passate in brevissimo tempo al computer image e all’olografia. Egli ha saputo dimostrare come fare arte attraverso gli strumenti tradizionali non significhi affatto rinunciare alle grandi questioni teoriche, alla contemporaneità, trovando, in un perfetto equilibrio "ispirativo" tra passato e futuro, un modo estremamente originale per farlo.


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