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Come si fa?

 

 

Per capire come questo possa accadere è necessario considerare chi sono i soggetti coinvolti in un processo di e-Learning, e come viene costruito un corso destinato alla fruizione on-line, nello scenario comunicativo.

GLI ATTORI: gli individui che fruiranno il corso, l'esperto delle materie di apprendimento, i tutors, gli esperti tecnici.

LO SCENARIO: un ambiente interattivo con strumenti di conferencing, scheduling, document sharing, personal messaging e link sharing. Semplificando il gergo tecnico usato dai produttori di e-Learning, tutta la potenzialità di strumenti internet vecchia maniera: email, chat, condivisione di ambienti di lavoro in tempo reale, oltre l'esistenza di un buon forum dove gli interventi possano rimanere per molto tempo dopo essere stati prodotti dagli utenti.

LE FASI TEMPORALI: preparazione del corso; erogazione/fruizione; follow up.

LE FASI TRASVERSALI: tutoring; valutazione/monitoraggio; gestione delle funzioni on-line.

 

L'AZIONE DIDATTICA DELL'E-LEARNING:

In primo luogo nella preparazione di un corso in e-learning bisognerebbe andare a focalizzare l'attenzione sull'identificazione dei partecipanti, sul loro fabbisogno formativo, sulle loro caratteristiche e motivazioni. Questo è necessario perché il contesto e l'approccio vogliono essere centrati sul partecipante, consentendo una completa personalizzazione della struttura del percorso di apprendimento mediante una struttura modulare. È in questa fase che si attua fra erogatori e fruitori il patto comunicativo alla base della fruizione del corso, e si attua generalmente in veste di un questionario di ingresso, che viene valutato dai Tutors per poter eventualmente rimodulare l'intero corso, insieme agli esperti delle materie ed all'assistenza tecnica. Abbiamo appena incontrato quelle che sono le due caratteristiche chiave dell'e-learning: Tutors e Verifiche. Il Tutor, dal latino tueri, cioè proteggere, è colui che si situa come intermediario didattico fra la figura dell'esperto della materia oggetto d'insegnamento, ed i discenti. Egli è il facilitatore dell'apprendimento, la figura preposta alle funzioni di individuazione delle potenzialità del fruitore nel contesto-corso: facilita il riconoscimento delle risorse del corso e l'orientamento per gli utenti inesperti; fa scaffolding affettivo ed emozionale, cioé incoraggia, aiuta, approva l'utente nelle sue scelte; inoltre favorisce l'interscambio fra i diversi partner dell'e-Learning per il conseguimento dei risultati del corso. Sono richieste al Tutor competenze didattico-formative, una buona conoscenza della tecnologia che viene utilizzata, e la conoscenza delle dinamiche personali ed emozionali dei gruppi collaborativi a distanza. Questo perché il Tutor è il coordinatore delle modalità di partecipazione del corso in e-Learning, adempiendo alla funzione organizzativa; adempie la funzione sociale gestendo la comunicazione e la socializzazione, ed adempie in prima persona la funzione didattica, "filtrando" i contenuti dell'esperto d'area e fungendo da mediatore didattico fra la materia ed i discenti. In questo si verifica una sorta di rivoluzione nella figura dell'insegnante: nella didattica come l'abbiamo sempre conosciuta è l'esperto della materia che si fa carico di insegnarla ai discenti; nel sistema e-Learning si verifica la mediazione del Tutor fra l'esperto dei contenuti, che non ha necessariamente un'abilità didattica, ed i discenti, per ottenere il massimo ed il miglior apprendimento possibile della materia stessa. A parte quindi il meccanismo quasi naturale di "mandare una e-mail al Tutor" per comunicare le proprie difficoltà o i propri fabbisogni formativi aggiuntivi rispetto al corso, un buon pacchetto formativo in e-Learning dovrebbe prevedere valutazioni ex ante, in itinere ed ex post, per poter modulare via via l'intervento formativo, sia nei suoi contenuti, che nelle sue modalità di erogazione, permettendo non solo il riallineamento del sistema alle modalità di apprendimento che si scatenano in quel gruppo di fruitori in quella particolare edizione del corso, ma anche per riuscire a colmare il learning gap del discente una volta completato il modulo didattico. Infatti il learning gap è un fenomeno noto da tempo negli ambiti di studio, e che si verifica sempre, in misura maggiore o minore, alla fine di ogni processo di apprendimento, nella maggiore o minore difficoltà di applicare nella realtà quello che si è imparato durante il corso (e questo è un cruccio di tutte quella formazione permanente aziendale che andremo ad esaminare più avanti): il Tutor offrendo assistenza anche a coloro che hanno completato il modulo didattico affievolisce la portata del learning gap facendo sì che le conoscenze acquisite possano essere più velocemente applicate nella vita reale, lavorativa o accademica, dell'ex-discente.

Tornando alla preparazione del nostro corso in e-Learning, dopo il patto cognitivo fra erogatori e fruitori, in cui dall'analisi dei fabbisogni formativi dell'utenza, dalla definizione comune degli scopi e dalla definizione degli obbietivi e loro strutturazione, si passa alla strutturazione dell'intervento formativo a partire dalle conoscenze e dall'esperienza dei partecipanti, prevedendo un percorso primario ma anche una serie di percorsi trasversali all'interno della materia di studio e tramite il canale mediale ritenuto più adatto. Il corso verrà quindi montato secondo la strategia didattica migliore in quel peculiare contesto storico-sociale dei partecipanti, definendo modalità operative di erogazione e di verifica e loro tempistica. Solo ora si darà il via all'erogazione del corso, effettuando continuamente valutazioni e monitoraggio delle attività, per poter tempestivamente agire in situazioni di "emergenza didattica".