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Tecnologie e Società

 

Un metro più preciso per le distanze astronomiche
24/04/2010

I ricercatori hanno misurato precisamente le dimensioni lineari e angolari di un disco di materiale che orbita intorno al buco nero al centro della galassia UGC 3789, sfruttando il fatto che le molecole di acqua presenti agiscono come maser, amplificando le onde radio.

Un nuovo “metro” per calibrare ampie distanze astronomiche, che potrà essere utile per determinare l'elusiva natura della misteriosa energia oscura che permea l'universo: è quanto ha realizzato un gruppo di radioastronomi misurando direttamente la distanza di una galassia lontana.

"Abbiamo misurato direttamente la distanza geometrica che ci separa dalla galassia, in modo indipendente dalle assunzioni alla base degli altri metodi; la misurazione fornisce un metodo affidabile che potrebbe essere utilizzato per determinare la costante di Hubble, che rappresenta il tasso di espansione dell'universo: è questo il miglior modo di restringere il campo delle possibili spiegazioni della natura dell'energia oscura che ne determina l'accelerazione”, ha commentato James Braatz, del National Radio Astronomy Observatory (NRAO), che ha presentato i risultati dello studio al convegno dell'American Astronomical Society a Pasadena, in California. "La nuova misurazione è importante poiché dimostra la validità di una tecnica geometrica per misurare le distanze da galassie abbastanza lontane”.

Braatz, insieme con i colleghi, ha utilizzato il Very Long Baseline Array (VLBA), del Green Bank Telescope (GBT), dell'Effelsberg Radio Telescope del Max-Planck-Institut per la radioastronomia (MPIfR), in Germania, determinando in 160 milioni di anni luce la distanza dalla Terra della galassia UGC 3789. Per arrivare al risultato, i ricercatori hanno misurato precisamente le dimensioni lineari e angolari di un disco di materiale che orbita intorno al buco nero presente al centro della galassia, sfruttando il fatto che le molecole di acqua presenti agiscono come maser, amplificando le onde radio.

"La misurazione precisa delle distanze è uno dei problemi più vecchi dell'astronomia, e l'applicazione di una tecnica radioastronomica relativamente nuova a questo vecchio problema è vitale per risolvere una delle maggiori sfide del ventunesimo secolo”, ha spiegato Mark Reid, ricercatore dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) e coautore del lavoro.

Il lavoro sulla UGC 3789 segue una misurazione analoga effettuata nel 1999 grazie al VLBA, eseguita osservando maser di acqua per determinanre la distanza della galassia NGC 4258, pari a 23 milioni di anni luce. Tale risultato ha permesso di perfezionare altre tecniche di misurazione che utilizzano le stelle variabili come “candele standard”. La UGC 3789 è infatti sette volte più lontana, e la sua recessione è quindi meno influenzata da effetti locali. (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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