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Tecnologie e Società

 

Clima: più sensibile del previsto al CO2 atmosferico
10/12/2009

Sul lungo termine, la temperatura della Terra potrebbe essere del 30-50 per cento più sensibile al biossido di carbonio atmosferico di quanto stimato finora.

Sul lungo termine, la temperatura della Terra potrebbe essere del 30-50 per cento più sensibile al biossido di carbonio atmosferico di quanto stimato finora: è questo il risultato di un nuovo studio i cui risultati compaiono ora sulla rivista "Nature Geoscience".

I risultati mostrano che i componenti del sistema climatico della Terra che variano su un intervallo di tempo estremamente lungo hanno un importante effetto su questa sensibilità alla temperatura, ma questi fattori sono spesso trascurati nei modelli climatici attuali.

Dan Lunt e colleghi dell’Università di Bristol hanno confrontato i risultati di un modello climatico con la ricostruzione dell’ambiente terrestre presente tre milioni di anni fa, quando le temperature globali e le concentrazioni di biossido di carbonio erano relativamente alte.

Le ricostruzioni della temperatura sono state ottenute dall’analisi dei sedimenti del fondo oceanico, vecchi di alcuni milioni di anni.
"Date le concentrazioni di biossido di carbonio presenti tre milioni di anni fa, il modello in origine prevedeva un incremento di temperatura molto più piccolo di quello indicato dalle ricostruzioni”, ha commentato Lunt. “Questo ci ha portato a rivedere ciò che poteva mancare al modello.”

Gli autori dimostrano che gli aumenti di temperatura indicate dalle ricostruzioni possono essere spiegate se vengono inclusi i fattori che variano su scale temporali lunghe, come le coperture glaciali della terraferma e la vegetazione, dal momento che le variazioni nella vegetazione e nel ghiaccio portano a un maggiore assorbimento della radiazione solare, che a sua volta incrementa il riscaldamento.
Inserendo questi processi a lungo termine nel modello, il risultato ha indicato che la risposta climatica della Terra è molto più sensibile di quanto stimato finora alla presenza del gas in atmosfera.

Tale circostanza appare particolarmente significativa considerando che i modelli climatici utilizzati da organismi internazionali come l’Intergovernmental Panel on Climate Change spesso non includono tali processi e pertanto potrebbero stimare in modo errato la sensibilità terrestre al biossido di carbonio.

Secondo Alan Haywood, ricercatore dell’Università di Leeds e coautore dello studio: “Se si vogliono evitare cambiamenti climatici pericolosi, questa alta sensibilità della Terra deve essere tenuta in debito conto quando si intende definire gli obiettivi di stabilizzazione a lungo termine delle concentrazioni di gas serra in atmosfera.” (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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