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Tecnologie e Società

 

Il ciclo dell'azoto nell'Era industriale
12/11/2009

La più brusca variazione nel rapporto isotopico azoto-15/azoto-14 si registra tra il 1950 e 1980.

La ricerca sta consentendo di comprendere sempre meglio i meccanismi che regolano il ciclo dell'azoto sul nostro pianeta in tutti i passaggi nell'atmosfera, nel suolo e nell'acqua così come negli esseri viventi. E soprattutto si sa sempre di più sul ruolo che l'uomo ha avuto e sta avendo tuttora nell'alterare la quantità di azoto immagazzinato nella biosfera.

Il principale responsabile di questo fenomeno è la combustione di combustibili fossili, che determina un rilascio di monossido azoto in atmosfera che si combina con gli altri elementi per formare smog e piogge acide. Oltre a ciò, vi è la fissazione dell'azoto atmosferico per la produzione di fertilizzanti.

Ricercatori della Brown University (http://www.brown.edu/Administration/News_Bureau) e della Università di Washington (http://www.washington.edu/) hanno ora trovato un nuovo metodo per tracciare le sorgenti del monossido di azoto atmosferico a partire da una misura degli isotopi dell'elemento presenti nella forma depositata, i nitrati, che rappresentano il maggiore contributo all'assorbimento di tale composto.

Meredith Hastings, docente di scienze geologiche della Brown University e primo autore dell'articolo, e colleghi hanno esaminato, per la prima volta con un'alta risoluzione, l'abbondanza relativa dei due isotopi azoto-14 – il più comune - e azoto-15 nei nitrati presenti in alcune carote di ghiaccio groenlandesi: 100 metri di strati di ghiaccio depositatesi, secondo le stime, tra il 1718 e il 2006.

In un articolo ora pubblicato sulla rivista “Science” viene illustrato il risultato dello studio, che ha permesso di seguire l'evoluzione storica del fenomeno di emissione di azoto in atmosfera a partire dalla Rivoluzione industriale, che com'è noto segna l'inizio del massiccio utilizzo di combustibili fossili. A quanto si legge nel lavoro, la più brusca variazione nel rapporto isotopico dell'azoto atmosferico si registra tra il 1950 e 1980.

"Abbiamo riscontrato una significativa variazione che riguarda gli ultimi 300 anni”, ha commentato la Hastings. “Ciò significa che l'uomo ha introdotto una nuova, massiccia fonte di ossido di azoto.”

Il prossimo importante passo, spiegano i ricercatori dovrebbe essere teso alla determinazione dei rapporti isotopici dell'azoto per ogni singola fonte naturale, tra cui la radiazione solare, la combustione delle biomasse e la fissazione dell'azoto da parte dei batteri, in confronto con quelle determinate dalle attività antropiche. (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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