NOEMA Home › NEWS
Tecnologie e Società

 

Coppie di ioni che vibrano all'unisono
11/11/2009

Pur molto lontane, ciascuna di esse funziona come due palline connesse da una molla, che vibrano avanti e indietro in direzioni tra loro opposte.

I fisici del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno dimostrato la possibilità di produrre e osservare il fenomeno di entanglement – che Einstein definì come una sorta di “azione fantasmatica a distanza” – in un sistema su scala atomica del tutto simile a un sistema meccanico del mondo macroscopico. La ricerca, descritta sull'ultimo numero della rivista “Nature”, amplia le applicazioni di questo tipo di fenomeni, aggiungendo un tassello al difficile mosaico di conoscenze e tecniche che dovrebbero portare un giorno alla costruzione di un computer quantistico funzionante.

L'apparato sperimentale comprende due coppie di ioni vibranti all'unisono anche quando sono separati nello spazio. Ciascuna coppia funziona come due palline connesse da una molla, che vibrano avanti e indietro in direzioni tra loro opposte.
L'entanglement è un peculiare effetto quantistico che lega lo stato di due particelle poste anche a notevole distanza se queste vengono inizialmente preparate in modo opportuno. Poiché la misurazione dello stato quantistico di una delle due fa “precipitare” istantaneamente anche quello della seconda particella, l'effetto viene interpretato anche come un fenomeno di “teletrasporto” dello stato quantistico, e sono ormai numerosi gli esempi di semplici particelle in cui si è riusciti a produrre tale effetto.

“Abbiamo indotto l'entanglement in un sistema in cui non era mai stato osservato, e si tratta di un sistema fisico oscillante che ha un corrispettivo nel mondo macroscopico”, ha spiegato John Jost, studente laureato dell'Università del Colorado (http://www.colorado.edu/) e primo autore dell'articolo. “Nessuno sa dove sia il confine tra il mondo quantistico e quello classico: forse possiamo indagare la questione cercando nuovi sistemi che possono o non possono essere preparati in questo modo.”

in sostanza, Jost e colleghi sono riusciti a imporre l'entanglement al moto vibratorio di due coppie di ioni berillio/magnesio. Ciascuna coppia si comporta come un oscillatore meccanico connesso da una molla 4 micron di lunghezza. L'entanglement induce le due coppie a vibrare all'unisono anche se esse sono separate da 240 micrometri e localizzate in differenti zone della “trappola ionica” in cui sono poste. La percentuale di riuscita sul totale dei tentativi è stata del 57 per cento, e i ricercatori hanno anche identificato un metodo per aumentare tale percentuale. (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














Cerca dentro NOEMA - Search inside NOEMA



Iscriviti! - Join!

 

RSS

 

Top