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Tecnologie e Società

 

Elezioni e nuove tecnologie
Mattia Miani

 

La campagna elettorale sul web per le presidenziali americane Ŕ stata accompagnata da un notevole lavoro di ricerca accademica: le strategie dei candidati sono state lette ai raggi X nelle principali UniversitÓ e centri di ricerca. Ecco cosa c'Ŕ disponibile oggi per iniziare a tirare le somme degli effetti di Internet nelle campagne elettorali (almeno americane):

- I risultati del progetto Netelection.org dell'Annenberg Public Policy Center della University of Pennsylvania: oltre a un puntuale recensione di tutti gli eventi che hanno costellato la campagna sul web, il progetto ha studiato le "features" offerte dai siti Internet dei candidati. Inoltre, le ha confrontate con quello che un campione di "entusiasti del web" si aspettava da Internet. Risultato: il 56% dei candidati al Congresso aveva un sito web (il 76% in campagne dall'esito incerto), ma solo una minoranza dei sito offriva contenuto comparativo e informazioni sui contributi finanziari alla campagna. La comparazione fra offerta e domanda politica Ŕ sicuramente uno dei punti di forza dello studio.

- Una ricerca sul consumo e l'effetto dell'informazione politica on-line del Pew Research Center for the People & tbe Press (in collaborazione con il Pew Internet Life Project). Principale dato: un americano su cinque ha cercato informazione politica on-line e di costoro il 43% dichiara di esserne stato influenzato nella scelta di voto (cifra che sale a 50% per rispondenti con meno di 30 anni). Questa ricerca costituisce una sorta di seconda edizione di una simile ricerca del 1996: ha dunque il merito di cominciare a creare una serie storica di dati.

- Una "post-election survey" condotta dal Democracyonline Project della George Washington University. Secondo lo studio ben il 35% degli Americani Ŕ andato on-line per cercare informazione elettorale e il 30% degli utenti Internet Ŕ stata aiutata dall'informazione on-line per decidere sul voto.

- Una pletora di altri studi, molti dei quali apparsi durante la campagna, che vanno a sommarsi alla mole di ricerca prodotta per le elezioni statunitensi del 1996 e del 1998. Molti di questi studi sono stati pubblicati da societÓ e organizzazioni che hanno interesse nello sviluppo di Internet come mezzo di comunicazione politica e per questo ve li riparmiamo. Interessanti invece alcuni studi condotti da societÓ di ricerca specializzate nell'analisi del traffico Internet come Nielsen/Net-Ratings (non disponibile on-line) e MediaMetrix (disponibile).

Da questi studi sembrerebbe che l'impatto di Internet (almeno dell'informazione) non sia indifferente. Per˛ non Ŕ questo il punto. Quello che dobbiamo fare Ŕ studiarne i linguaggi della politica in rete per capire quali saranno le implicazioni dell'adozione di questo nuovo mezzo nel discorso politico. Per riprendere le parole di Russell Neuman, Internet and Politics Project Director per l'Annenberg Public Policy Center, "The Internet provided a new form of campaign discourse in 2000. Much like the first television spots of 1952 led to the barrage of political advertisements we see today, Campaign 2000 web sites set the stage for future political sites".

- Su Noema non perdetevi "www.politica.it", uno studio sui siti web dei partiti italiani in occasione delle elezioni politiche del 1996.

http://netelection.org
http://www.people-press.com
http://www.pewinternet.org
http://democracyonline.org
http://www.noemalab.com/sections/stuff/pdf/intermonitor.pdf














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