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Tecnologie e Società

 

OpenOffice.org sotto la lente degli analisti
Italo Vignoli

 

OpenOffice.org è finito sotto la lente degli analisti di settore – primo fra tutti Forrester Research, che attribuisce alla suite per ufficio libera una quota di mercato del 14% nel settore delle grandi aziende – grazie alla recente lista di annunci di migrazione verso il software libero e l'ambiente open source da parte di aziende private ed enti pubblici in ogni parte del mondo. Tra gli ultimi, in ordine di tempo, il Ministero della Difesa di Singapore con 20.000 utenti e il Comune di Monaco di Baviera con 14.000 utenti.

In particolare, CSC Consulting (www.csc.com), la più grande azienda al mondo di servizi di consulenza e outsourcing IT, e Soreon Research (www.soreon.de), una società tedesca di analisi di mercato nel settore delle tecnologie, hanno dedicato due lunghi studi all'ambiente open source, in cui openOffice.org viene analizzato sia sotto il profilo delle funzionalità sia sotto quello del “costo totale di gestione” (total cost of ownership, TCO).

Lo studio di CSC, dal titolo “Open Source: open for business” (open source: aperto alle aziende, disponibile all'indirizzo http://www.csc.com/features/2004/48.shtml), prende in esame anche le suite per ufficio libere, e rileva sia che la tecnologia di OpenOffice.org è migliorata in modo significativo nel corso degli anni sia che il pacchetto è disponibile in un numero di versioni linguistiche largamente superiore a quello delle soluzioni proprietarie.

Secondo Bill Koff, Vice President di CSC: “Stiamo per assistere a una migrazione verso i desktop Linux. Le aziende, infatti, sono ormai abituate ad avere il software open source nella loro infrastruttura, per cui vedono meno difficoltà nell'adottarlo anche sui desktop, anche se in quest'area c'è un forte radicamento delle soluzioni Microsoft che rende più difficile il compito per la comunità open source”.

Una suite per ufficio libera consente dei risparmi sia per il minor costo d'acquisto sia per l'assenza di aggiornamenti a pagamento. In una grande organizzazione, il costo della suite per ufficio è nell'ordine dei 300 Euro per postazione, pari a 3 milioni di Euro per 10.000 PC, e quello degli aggiornamenti – seppur inferiore – si ripresenta ogni 18-24 mesi. La suite per ufficio libera elimina completamente sia i costi d'acquisto delle licenze sia quelli degli aggiornamenti.

Lo studio Soreon Research si intitola “Saving cash: a comparison of open source and proprietary software” (risparmiare denaro: un confronto tra software open source e proprietario, disponibile sul sito www.soreon.de solamente in tedesco) ed è focalizzato sulle aziende europee e sul costo totale di gestione. Esso rileva come l'adozione di OpenOffice.org consenta un risparmio del 20% rispetto alle soluzioni proprietarie, e come un ulteriore risparmio del 30% possa derivare dall'adozione di Linux rispetto a Windows.

Lo studio introduce un “fattore di rischio” legato alla mancanza di know-how sul software libero, che penalizza le aziende in modo inversamente proporzionale alle loro dimensioni, per la necessità di affidare a strutture esterne la formazione e il supporto. Nonostante ciò, nella maggior parte dei casi OpenOffice.org continua a offrire dei vantaggi rispetto al software proprietario.


Aumentano i consensi per il formato Open Office XML

Rispondendo alle raccomandazioni sul formato aperto dei documenti emanate il 25 maggio dal TAC (Telematics between Administrations Committee) dell'Unione Europea, in cui si suggeriva alle aziende di partecipare al processo di standardizzazione portato avanti dall'OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards) e si auspicava che lo standard fosse poi sottomesso a organismi di standardizzazione internazionali come l'ISO, IBM si è unita a Sun nel dichiararsi a favore del formato Open Office XML.

IBM ha affermato di aver informato l'OASIS della propria intenzione di entrare a far parte del comitato tecnico per il formato Open Office XML, e di disporre di un prodotto che ne segue le specifiche (IBM Workplace Client Technology). Sun, che ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione del formato presso l'OASIS, ha affermato che sosterrà la sua adozione come standard ISO. Tutti i documenti si trovano all'indirizzo: http://europa.eu.int/ida/en/document/3439.

L'obiettivo del formato Open Office XML è quello di offrire un formato aperto per le applicazioni d'ufficio, basato sul formato XML di OpenOffice.org (che adotterà il nuovo formato come standard a partire dalla versione 2.0, in fase di avanzato sviluppo). Il documento è disponibile in formato PDF e OpenOffice all'indirizzo http://www.oasis-open.org/committees/tc_home.php, e contiene sia le specifiche sia i file di schema.


Il formato Open Office XML

Le specifiche del formato Open Office XML definiscono un formato di file per la gestione dei documenti da ufficio più diffusi – testi, fogli elettronici, presentazioni e illustrazioni – ma non limitato a essi. Il formato è basato su puro XML ed è, insieme con gli schemi, completamente libero e aperto. Il principio con cui è stato creato permette a chiunque l'elaborazione delle informazioni contenute utizzando XSLT, oppure attraverso qualsiasi strumento in grado di manipolare XML.

L'intenzione è quella di assicurare che il formato Open Office XML possa essere usato da qualsiasi applicazione, anche se questa supporta solo parte degli elementi e attributi definiti dalle specifiche. Per esempio, un software di visualizzazione potrebbe non supportare quelli legati alle modifiche, e altri programmi potrebbero supportare solo gli elementi e attributi legati al contenuto ma non quelli legati allo stile. Allo stesso modo, il formato Open Office consente a chiunque, liberamente, di estendere il formato stesso per contenere gli elementi e attributi non specificati dallo schema originale. Questi non vanno a far parte del namespace definito dalle specifiche, e vengono chiamati “elementi e attributi esterni”.

Per la gestione degli oggetti binari – immagini, oggetti OLE o altri tipi di media – che non sono supportati in modo nativo da XML, il formato Open Office XML utilizza un “package file” (in formato ZIP standard) dove memorizza i contenuti XML insieme a tutti i dati binari associati. Le informazioni sui file contenuti nel package sono memorizzate nel documento XML “manifest file”, che viene sempre immagazzinato nel percorso META-INF/manifest.xml. I componenti principali del “manifest file” sono i seguenti: (1) una lista di tutti i file presenti nel package; (2) il tipo di media di ciascuno dei file del package; e (3) se un file è crittografato, le informazioni necessarie per decrittarlo.


OpenOffice.org e il formato Open Office XML

Le estensioni dei file di OpenOffice.org basati su Open Office XML saranno le seguenti: OOT e OTT rispettivamente per i documenti di testo e per i template dei documenti di testo; OOS e OTS per i fogli elettronici e i template dei fogli elettronici; e OOP e OTP per le presentazioni e i template delle presentazioni. OpenOffice.org 2.0, in avanzata fase di sviluppo e già disponibile in versione pre-alpha sul sito http://www.openoffice.org, usa il formato Open Office XML come formato standard, ma è in grado di leggere e scrivere il formato di OpenOffice.org 1.0 e 1.1.x. Allo stato attuale, può essere utilizzato per familiarizzare con il nuovo formato e le nuove funzionalità, e – ovviamente – per risolvere il problemi ancora aperti, ma non per il lavoro quotidiano.

Una delle prossime versione di OpenOffice.org 1.1.x, che probabilmente sarà la 1.1.4 disponibile dalla fine di novembre, sarà anch'essa in grado di leggere e scrivere i file nel nuovo formato standard Open Office XML per garantire – nello spirito del software libero – la massima compatibilità con tutte le versioni del prodotto.

PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://it.openoffice.org
Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!

Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829)

http://www.csc.com
http://www.csc.com/features/2004/48.shtml
http://europa.eu.int/ida/en/document/3439
http://www.oasis-open.org/committees/tc_home.php
http://it.openoffice.org














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