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Tecnologie e Società

 

“Dalla carta a internet”, dove sarà il futuro dell’informazione?
Stefania Gioria

 

6 maggio 2004, Roma, ore 10,30: la sala Walter Tobagi al secondo piano della storica sede della FSNI in corso Vittorio Emanuele II 349 a Roma è gremita di studenti e giornalisti che si sono riuniti per fare il punto sullo sviluppo e sul futuro dell’informazione sul web.
Solo dieci anni fa approdava sulla rete “L’Unione Sarda” e oggi siamo invasi da testate online, weblog, news sui telefonini: ma quale sarà il vero futuro dell’informazione?

E’ a questa domanda che cercano di rispondere tutti i giornalisti che intervengono durante l’incontro.
Ad aprire la danze è proprio l’organizzatore del convegno, Enrico Pulcini, primo giornalista che ha abbandonato il vecchio foglio di carta in favore del supporto elettronico, impegnato con il suo gruppo Uomini e New Media ad analizzare il rapporto tra giornalismo e nuovi media. Scopo del meeting è affrontare il tema del futuro della comunicazione nell’era digitale partendo da un dato tecnico molto importante che proviene dall’altra parte dell’oceano: secondo uno studio dell’Università dell’Illinois l’80% dei giovani tra i 18 e i 20 anni leggeranno informazione nei prossimi anni attraverso media digitali.

A parte la curiosità di sapere che fine faranno i vecchi giornali cartacei ai quali siamo affezionati e abituati, da questa previsione sorge una serie infinita di interrogativi ai quali i presenti tentano di rispondere.
Paolo Serventi Longhi, segretario della Fsni, si preoccupa in particolar modo dell’impatto che la tecnologia può avere sui giornalisti: cambia il modo di scrivere, il pubblico di riferimento, la modalità di fruizione della notizia, ma soprattutto l’inquadramento del giornalista online. "Il fatto che nel nuovo contratto di lavoro che verrà emanato nel febbraio del 2005 sarà presente un allegato dedicato esclusivamente alla tutela e alle regole del giornalista che lavora sul web è un simbolo importante della volontà di creare una nuova piattaforma con leggi e diritti. " dice Longhi.

Interessanti e personali sono le storie di Ernesto Assante, critico di spettacolo e curatore di Repubblica.it, e di Anna Masera, fondatrice di Reporter online e giornalista di “La Stampa”. Assante non parla solo del giornalismo su internet, ma anche di come il giornalismo usi internet: "….la mia fortuna è stato il mio modem a 300 k: potevo avere informazioni che altri non avevano…", afferma con il sorriso di chi ha capito prima degli altri che internet è un contenitore interminabile di informazioni provenienti da tutto il mondo; importante è il rapporto che Assante crea con i suoi lettori nel suo blog: il giornalista scrive le notizie e tutti le possono commentare,criticare, apprezzare, fruendo delle informazioni secondo una sola regola, l’interattività.
La Masera invece è tra coloro che hanno fiutato la fortuna dell’online, ma che sono stati costretti ad abbandonarlo perché è un settore ancora troppo emarginato nella stampa italiana. "Se un giornale è in crisi, i primi fondi che si tagliano sono quelli della redazione online…." sostiene la giornalista che fece scalpore – ma anche successo – con Reporter online che, come tante altre testate sul web, fu costretto a chiudere i battenti con l’avvento dell’e-commerce. Promotrice del sito di “Panorama” nel 1995 e di La Stampa web, oggi è ritornata al cartaceo: "Ormai il mio lavoro era solo un copia incolla con le notizie dell’Ansa. Mi trovavo da sola nel posto in cui ci sarebbe stato più bisogno di personale perché il giornale online deve essere sempre aggiornato". Nonostante l’apparenza, la Masera non ha lasciato del tutto il suo primo amore e se ne occupa nel tempo libero che le resta dopo il suo lavoro nella redazione cartacea, ma sostiene fermamente che è un errore non investire nell’informazione online.

Più tecnici sono i discorsi di Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma, che traccia l’evoluzione del digitale, quello di Marco Calvo, responsabile di e-text e autore del manuale Internet di Laterza, sulle macchine, i costi e le competenze per realizzare contenuti giornalistici sui nuovi media, e infine quello di Gallo e Gorgatti, due giovani di Matrox Italia, sulla produzione di contenuti audiovideo per internet.

Chiuderanno le edicole? Viaggeremo con computer palmari per controllare in tempo reale tutte le notizie? Oppure continueranno a convivere le diverse modalità di fruizione delle notizie?
Come diceva una vecchia canzone, chi vivrà vedrà.














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