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Tecnologie e Società

 

Il voto elettronico: la democrazia in bilico
Lorenzo Maggiolini

 

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Si pensa che le macchine per il voto elettronico possano aiutare i cittadini ad avere una democrazia più trasparente e sicura. Alcune storie americane ci insegnano il contrario.

Vi sono moltissime cronache riguardanti macchine per il voto elettronico che producono risultati sbagliati. Voti che appaiono o scompaiono misteriosamente. Voti indirizzati ad una persona e accreditati ad un'altra.

Ecco due episodi accaduti nelle elezioni più recenti americane: un candidato in Virginia ha scoperto che le macchine per il voto elettronico sbagliavano nel registrare i suoi voti, e, infatti, tendevano a sottrarre un voto a suo favore circa ogni cento voti. Nell'Indiana, 5.352 votanti in un distretto di 19.000 sono riusciti a registrare 144.000 voti su una macchina per il voto elettronico.

Questi problemi sono solo la punta di un iceberg. Sono stati trovati perché hanno prodotto conseguenze visibili ed oggettivamente erronee. Ma quanti altri problemi nascosti si annidano in queste macchine? Quasi sempre dopo aver trovato l'errore non si può più porre rimedio (una volta votato non c'è una seconda opportunità, se non annullare completamente le votazioni).

La cosa più preoccupante è che le società che si occupano dello sviluppo di queste apparecchiature, lavorano in un regime di dilettantismo che lascia allibiti. Molte parti di codice vengono lasciate senza nessuna protezione nella rete aziendale, l'installazione di patch non rispecchia nessun auditing di sicurezza.

Qualsiasi persona che cerchi di far luce su queste mancanze, è respinta con la legge vigente. Un caso indicativo è quello della Diebold (http://www.diebold.com/dieboldes/default.htm). Questa corporation statunitense produce apparecchiature per il voto elettronico. Nel 2003 sono stati prelevati, dai server dell'azienda, documenti riservati che dimostrano la possibilità di alterare i risultati di voto.

Questi documenti sono stati diffusi in rete e pubblicati anche sul newswire di alcuni Indymedia. La Diebold si è lanciata all'attacco perché fossero censurati, in nome del DMCA(http://www.softwarelibero.it/progetti/eucd/analisise9.htm, Digital Millennium Copyright Act, la restrittiva legge statunitense sulla difesa della proprietà intellettuale) minacciando sistematicamente i provider affinché facessero rimuovere queste informazioni.

Il 25 novembre 2003 la Diebold ha ritirato la sua denuncia e non pretende più la cancellazione dei propri appunti, che continua a definirli "rubati" ("rubati" da un server FTP pubblico e ad accesso anonimo) e che provano i difetti delle sue apparecchiature per il voto elettronico. I documenti sono ora liberamente e integralmente consultabili, ad esempio qui (http://scdc.sccs.swarthmore.edu/).

Siamo ancora sicuri che il software installato non abbia subito manipolazioni? Le votazioni sono un evento immediato e non ripetibile. Mettiamo caso che alle prossime votazioni presidenziali, nello stato di New York, si riscontreranno degli errori nel conteggio del voto elettronico?. Si farebbe rivotare lo stato di New York un'altra volta? Si annullano tutte le elezioni?

L'uomo è fallibile, figuriamoci le macchine ed il software prodotto dalla sua mente. Queste apparecchiature sono paragonabili ai personal computer che abbiamo nelle nostre abitazioni. Molte persone potrebbero affermare che con internet si potrebbe eliminare questi marchingegni, facendo votare la gente da casa.

Come idea è molto bella, ma in pratica impossibile. Ogni giorno abbiamo dimostrazione di quanto è difficile proteggere la rete da virus, worm, figuriamoci proteggere un sistema di voto.

Qualsiasi sistema di voto remoto ha i propri inconvenienti. La cabina elettorale offre sicurezza contro la coercizione. Io posso essere corrotto o minacciato per votare in un certo modo, ma quando entro nella privacy della cabina elettorale posso votare come mi pare.

Il voto remoto, sia per posta o via Internet, non offre questa sicurezza. La persona che compra il mio voto può avere la certezza di comprarlo prendendo la mia scheda vuota e compilandola al mio posto.

In America c'è questa consuetudine di votare per posta: circa il 25 % dei voti, nella stato della California, avviene in busta chiusa. Negli States quando si vota è peggio che fare un esame universitario: bisogna dare la propria opinione su una miriade di cose ed i risultati elettorali si devono avere la sera stessa.

Per dare una possibile soluzione a questo problema, bisogna pensare a sistema di voto semplici e che siano immuni a black-out o qualsiasi altro problema informatico. Abbiamo bisogno della tecnologia per semplificare il procedimento di voto, ma questa deve essere affidabile e verificabile.

Tutte le macchine per il voto elettronico devono essere dotate di una traccia di controllo cartacea. Costruite il macchinario elettronico che volete, fate in modo che funzioni come volete. L'elettore esprime il suo voto, e quando ha finito la macchina stampa una ricevuta, come fanno i bancomat.

La ricevuta è la scheda di voto vera e propria. L'elettore la controlla e poi la lascia in un apposito contenitore. Tale scatola conterrà i voti ufficiali, che saranno usati per qualsiasi verifica. Alla macchina per il voto è lasciato un primo veloce riscontro.

Questo sistema non è perfetto, e non risolve molte problematiche di sicurezza intorno al sistema di voto. È ancora possibile negare alle persone il diritto di voto, o riempire macchine e contenitori con falsi voti, perdere macchine e scatole con le schede, minacciare gli elettori, ecc.

Le macchine computerizzate non rendono il voto completamente sicuro, ma dispositivi con una traccia di controllo cartacea possono prevenire nuovi tipi di errore e tentativi di frode.

Se in futuro, un qualsiasi politicante da strapazzo, inneggerà al voto elettronico, state bene attenti: potrebbe essere l'inizio della democrazia fai da te (tu vota tanto poi aggiusto io le cose).

http://www.diebold.com/dieboldes/default.htm
http://www.softwarelibero.it/progetti/eucd/analisise9.htm
http://scdc.sccs.swarthmore.edu/














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