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Tecnologie e Società

 

La Radio, il digitale e la Rete. L’evoluzione del medium radiofonico [2]
Anna Pazzaglia

 

[Testo adattato dalla tesi di laurea in Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo intitolata L’evoluzione della radio, dalle radio pubbliche a quelle private. Lo stage a Radio Tau, discussa nel novembre 2003 per il Corso di Laurea DAMS, Indirizzo Cinema, Università di Bologna, relatore prof. Pietro Favari]

Prima parte

Seconda parte


4. Golem: un modello di "push-pull"

Da qualche anno una trasmissione radiofonica in onda su Radiorai chiamata "Golem" sta esplorando in maniera pionieristica le potenzialità dell'integrazione della radiofonia con la rete, in tutti i suoi aspetti. "Golem" nasce nell'ottobre '93, ma allora si chiamava "Radiocomando, il regno della televisione e i segni dei tempi", e andava in onda su Radiodue alle 09.15 circa. Dino Basili alla direzione di Radiodue aveva giudicato il titolo "Golem" proposto da Nicoletti, troppo criptico e suggerì l'altro. La sigla e la struttura del programma erano comunque identici all'attuale. "Radiocomando" fu però interrotto dopo cinque mesi e sostituito con un programma sulla televisione con taglio comico in cui Gambarotta interloquiva con il pubblico al telefono. Nell'ottobre '94 la rubrica di Nicoletti riapparve con il definitivo nome di "Golem" e proseguì su Radiodue fino a tutto il 1996. Dal gennaio 1997 "Golem" venne collocato alle 08.35 su Radiouno. Per la rubrica iniziò la fase più felice, il nuovo pubblico di Radiouno apprezzò il cambiamento, e la testata del Giornale Radio supportò ampiamente il programma. I collaboratori aumentarono (da uno a tre) e soprattutto fu realizzata la versione on-line che oggi caratterizza "Golem" come punta di sperimentazione nel panorama della radiofonia italiana e che gli ha fatto ottenere numerosi riconoscimenti ufficiali come il "Premiolino 1997", il premio giornalistico Saint Vincent 1998, e una menzione speciale al "Prix italia 1998" per la sezione web. "Golem" nacque come programma di critica televisiva, circa venti minuti di solo voce interrotta di tanto in tanto da spezzoni audio di vario genere presi dalla televisione.

Nelle intenzioni della trasmissione c'era la volontà di rilanciare le caratteristiche del medium radiofonico, spesso in contrapposizione a quello televisivo concentrandosi oltre che sui contenuti del mezzo televisivo, anche sulle caratteristiche di entrambi i media. Purtroppo il messaggio radiofonico è labile, non ha la possibilità di essere successivamente riascoltato, è un punto di rapido passaggio senza possibilità di ritorno è dinamico e altamente deperibile, il contenuto non lascia traccia se non nei suoi ascoltatori. Da ciò l'esigenza di fermare tale contenuto, di archiviarlo e renderlo disponibile a tutti i suoi ascoltatori per successivi ascolti. Il supporto doveva essere necessariamente cambiato o almeno affiancato da una versione più "stabile". Da questa consapevolezza è nata la versione telematica di "Golem", uno dei più suggestivi esperimenti nel campo dei media. Il software per la codifica e l'ascolto comunemente usato è Realplayer, facilmente e gratuitamente reperibile in rete, lo stesso software è in grado di elaborare anche formati video, ma il livello della qualità è decisamente troppo basso e, a parte numerose sperimentazioni, nessuna emittente televisiva italiana ha trovato conveniente utilizzare tale soluzione [1].

Sono molte al giorno d'oggi le stazioni radiofoniche che adottano tale soluzione, dalle più minuscole che hanno trovato nella rete un proficuo modo per allargare il proprio bacino d'utenza a quelle che magari hanno una copertura territoriale molto ampia e che vogliono offrire un prodotto più ricco ai propri ascoltatori come ad esempio Radio Deejay e Radio Capital. Purtroppo, a mio avviso, non sono ancora chiare le potenzialità interattive della rete alle stesse emittenti, che si limitano a considerarla solo come ulteriore canale pubblicitario a costi contenuti, ma in questo caso, il modello comunicativo non è differente da quello classico: non aggiunge nulla al rapporto tra emittente-messaggio-ricevente. Il programma "Golem" rappresenta un unicum nel panorama dell'ibridazione tra radio e rete. La volontà è quella di fare di tale connubio un sistema per l'esplorazione delle potenzialità della relazione tra i media, il messaggio e coloro che vi partecipano.

La "versione on-line" del Golem radiofonico più che un sito di presentazione del programma radiofonico è un luogo dove vengono approfondite quotidianamente le tematiche trattate durante la puntata radiofonica attraverso testi scritti suoni, disegni, fotografie, talvolta spezzoni video, immancabili rimandi ad altri siti e, naturalmente, la puntata del giorno in formato Real-Audio. Il lavoro quotidiano viene di volta in volta conservato, per essere poi reso disponibile per eventuali futuri ascolti. Un altro aspetto importante del Golem telematico è il rapporto con una parte del suo pubblico: i "Golemaniaci possono comunicare solo attraverso la posta elettronica. Si tratta di una scelta ben precisa, molto in linea con la filosofia Golemica, poiché permette di selezionare il pubblico secondo determinate caratteristiche socioculturali. Può sembrare una forzatura, ma il discriminare gli ascoltatori che non hanno accesso alla rete permette di instaurare un rapporto particolarmente intenso con coloro che invece lo hanno. Dal 1998 i Golemaniaci hanno deciso di creare una mailing-list, diventando così una vera e propria "comunità virtuale", autonoma ma stretta attorno al Golem il quale, dal canto suo, risponde prontamente a tutti gli stimoli provenienti dalla stessa. In certi momenti poi, tale comunità diventa la base per costruire la trasmissione: dai commenti dei Golemaniaci la redazione prende spunto per trattare o approfondire argomenti, spesso utilizza i messaggi "traducendoli" attraverso un software di riconoscimento vocale in una voce elettronica per poi trasmetterli alla radio. Il pubblico di Golem, utilizzando gli stessi mezzi comunicativi del programma: posta elettronica, mailing list, chat-line o siti che propongono percorsi paralleli, è diventata parte integrante della produzione del messaggio Golemico, sciogliendo quello che era il rapporto classico tra emittente e ricevente in un nuovo rapporto di partecipazione attiva alla stesura di un testo comunicativo. il personaggio mitico del "Golem" tende a sfuggire dal controllo del suo creatore per intraprendere un'esistenza autonoma e imprevedibile. Così è stato per il "Golem" on-line, luogo ideale dove si incontrano vengono assorbite e rimesse in circolo le più imprevedibili forme di comunicazione .


5. Il futuro di Radio ed Internet nel Rapporto e nel Convegno Federcomin?

La Federcomin, la Federazione di Confindustria delle aziende di telecomunicazioni, radiotelevisione ed informatica ha presentato a Roma nel corso di un Convegno, tenutosi il 28 maggio 2002 il Rapporto "L'evoluzione della radio" [2]. La radio sembra avere già compiuto un grande passo verso il digitale soprattutto attraverso la computerizzazione degli studi e della messa in onda, e ciò rappresenta una transizione irreversibile. Il DAB (Digital audio broadcasting) rappresenta a tutt'oggi la soluzione tecnologica più efficace ed è possibile prevedere la definitiva affermazione della radio digitale, anche avvalendosi della portata simbolica della data del passaggio del broadcasting dall'analogico al digitale stabilita nel 2006 dalla Federal Communications Commission americana, ma anche dal legislatore italiano con la legge 66/2001 votata in forma plebiscitaria dal Parlamento.

A favore di una certa cautela militano le lentezze delle industrie manifatturiere nel lancio in grande stile dei ricevitori e soprattutto la scarsa determinazione nel perseguire l'obiettivo della miniaturizzazione dei ricevitori digitali, fondamentale se si vuole che la radio digitale abbia la stessa ampia gamma di usi sociali di quella portatile analogica. Una certa cautela va anche posta nel considerare certa l'affermazione delle "piattaforme nazionali DAB", forme di concertazione da content providers concorrenti che condividono uno standard. Tali forme di concertazione, indispensabili per l'avvio del progetto, potrebbero però incappare nelle normative antitrust, essendo considerate un cartello, o infrangersi sugli scogli della competizione. Poiché la non definitiva affermazione dello standard richiede qualche tutela (e le piattaforme lo sono) alle associazioni dei soggetti in gioco e alle istituzioni della politica è richiesto un maggiore interessamento; un esempio negativo è il fallimento delle trattative a suo tempo intavolate per un'unica piattaforma digitale televisiva italiana, con il risultato di averne due, incapaci di raggiungere il punto di pareggio e destinate volenti o nolenti a qualche forma di fusione.

Con tutte queste cautele è tuttavia indispensabile attrezzarsi alla nuova trasmissione digitale. Essa grazie alla compressione permetterà di trasmettere fino a 6 canali su una sola frequenza e quindi potrà diffondere, oltre alla musica e al parlato, dati di vario tipo (immagini fisse, disegni, testi): notizie e quotazioni di borsa durante il giornale radio, informazioni sul traffico, la foto di un cantante o la copertina del disco mentre sta suonando, oppure i testi di una canzone. Mentre l'interazione della televisione con la rete è ancora cauta e difficile, la radio al contrario attraversa una nuova e straordinaria ibridazione. La radio è favorita dall'agilità dei formati (per diversi anni ancora trasmettere per via telematica un file audio sarà assai più semplice ed economico di un file audiovisivo), e dei software che dal 1996 (il primo è stato RealAudio) permettono di ascoltare un file audio dal proprio computer senza la necessità di scaricare (download) il file per intero prima di farlo eseguire. Questo processo, chiamato streaming, permette di ricevere dati in un flusso continuo, praticamente in tempo reale. Sarebbe tuttavia un errore circoscrivere questa congenialità fra radio e Internet solo agli aspetti tecnologici (i limiti dello streaming video presto o tardi saranno superati). Essa riguarda piuttosto la forte sovrapposizione del proprio pubblico (giovane e abituato alla connessione e all'interattività) con quello della rete. Il computer si allea naturalmente con i mezzi che sono pronti a superare la distanza tra la comunicazione di massa e quella punto a punto, e che non si accontentano di una comunicazione unidirezionale, e la radio aveva già superato la unidirezionalità alleandosi con il telefono e poi con il cellulare, diventando un questo senso un mezzo personale e interattivo, mobile, portatile. Inoltre una Internet radio non richiede licenze, frequenze su cui trasmettere o autorizzazioni, evitando complicazioni burocratiche, costi e censure, tasse e visite fiscali, e può essere ascoltata in diretta in tutto il mondo a costi bassissimi.

Per gran parte delle radio trasmettere anche in Internet significa espandere le proprie possibilità espressive, ampliare il proprio bacino di ricezione, rafforzare il rapporto con gli ascoltatori. Oltre trasmettere la radio in tutto in mondo, Internet la rende visibile, le permette di elencare le proprie frequenze, di scaricare materiali audio, diffondere foto dei suoi personaggi, organizzare chat e concorsi fra gli ascoltatori.

Si diffonderanno sempre più programmi radiofonici che nascono con una interazione triangolare Internet - radio - telefono cellulare, cercando di archiviare la distinzione fra comunicazione personale e comunicazione di massa e di ibridare a livello del linguaggio espressivo i materiali audio e quelli di provenienza telematica. Intanto l'introduzione dell'e-mail e dei Sms nei rapporti con gli ascoltatori sta cambiando il linguaggio dei disc jockey e il loro contatto col pubblico; tecniche come la web cam collocata nello studio della radio e accessibile dal sito Internet forzano le caratteristiche della radio e la fanno assomigliare sempre di più a un reality show.

La via da battere sembra piuttosto quella dei "contenuti multipiattaforma", con eventi dal vivo, streaming sul web, archivi testuali sempre in rete, collegamenti continui e bidirezionali via e-mail, cellulare, Sms. È in corso dunque una intensa esplorazione di nuovi formati; non tutti avranno successo ma tutti vanno verso una piena digitalizzazione e la moltiplicazione dei livelli di fruizione. In particolare per quanto riguarda la tecnologia cellulare, al largo successo degli Sms si contrappone una situazione di attesa per quello che riguarda la fruizione della musica tramite il cellulare. L'impressione è che al momento la messaggistica (anche da parte delle emittenti e dei providers) sia una strada più seguita.

Un'altra direzione che ha preso l'interazione fra radio ed Internet è la "Music on demand", cioè la diffusione di canali audio tematici digitali. Questi sono già offerti, senza particolare successo, dalle piattaforme televisive digitali; la tiepidezza del pubblico si spiega con la modalità di fruizione, rigida perchè legata all'ambiente domestico.


5. Nel futuro della rete la sonorità della radio

La radio ha buone possibilità di implementare Internet fornendole l'interfaccia audio. Siamo abituati a pensare ad Internet come qualcosa di visivo, composto di parole e immagini. La sonorità di Internet rappresenta un passaggio chiave per la sua accettabilità popolare, per essere effettivamente "friendly", per non essere più soltanto una macchina da ufficio. Se poi il computer vorrà essere utilizzato in mobilità, o integrato con altre macchine che tengono le mani già occupate, l'interfaccia audio diventa obbligatoria. La radio è il luogo del contatto tra il suono e la vita quotidiana di migliaia di persone e il suo modo di trattare la musica e la voce può diventare la sonorità della rete Internet. L'integrazione fra radio e computer, può costituire l'occasione per creare una vera e propria identità sonora per la rete internet. Ogni sito potrebbe realizzare una programmazione specializzata permettendo così al mezzo radiofonico di diventare in breve un complemento indispensabile che guida e indirizza il navigatore sulla rete e che aumenta il livello di interattività e il sentimento di appartenenza ad una determinata "virtual community". Per chiunque voglia entrare in un settore di mercato [3] straordinariamente abitato da giovani consumatori è senza dubbio necessario crearsi esperienze e professionalità per la creazione di contenuti multipiattaforma, che gli permettano di "giocare" da protagonista quando il sonoro diventerà un complemento indispensabile del computer ormai integrato in tante altre macchine.

Leggi la prima parte


Note

1) Un segnale video con le stesse qualità di quello televisivo, richiede una banda per effettuare una trasmissione in real-time decisamente maggiore rispetto ad un segnale audio in qualità radiofonica.

2) Il "Rapporto Federcomin" mi è stato gentilmente inviato da Gianluca de Matteis Tortora responsabile della sezione informativa del sito www.isimm.it

3) Dall'intervento dell'onorevole Enrico Manca al convegno Federcomin di Roma "L'evoluzione della radio" del 28 maggio 2002, "La fase evolutiva della radio europea. Il digitale e Internet come leve di sviluppo."

http://www.radio.rai.it/radio1/golem/
www.isimm.it














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