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Tecnologie e Società
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Reale, materiale e virtuale
Alessandro Martin

La prospettiva che distingue unicamente fra reale e virtuale oltre a mostrare tutti i limiti di un rigido modello dicotomico, che per sua natura implica una semplificazione spesso eccessiva, contiene in se stessa un rischio piuttosto insidioso. Porsi il compito di analizzare gli eventi ed i conflitti che si dispiegano nell’arena Internet indossando un paio di “occhiali teorici” così rozzi porterebbe a considerare tali accadimenti come non facenti parte dell’ambito del reale ed a liquidarli come poco rilevanti in quanto relegati in un “a parte” non ben definito. Ancor più grave è il fatto che di questo passo verrebbero a perdersi le implicazioni su larga scala di fenomeni che nascono e prosperano nella dimensione virtuale, come ad esempio il file sharing.


 

Ars Electronica 2004 Reportage (2). Derrick de Kerckhove
Simona Caraceni

C’è una responsabilità nuova che hanno i media, non più su un piano morale ma anche su un piano economico. I media che sbagliano o che affermano il falso non vengono più presi in considerazione. Chi crede più ormai a National Enquire o ai paparazzini, non più paparazzi ma paparazzini, “paparazzetti” dell’informazione? Io credo fortemente alla grande importanza della credibilità, e questo è un grosso valore nel mondo della comunicazione, che è vicina ormai alla cognizione. L’attenzione dello spettatore è puntata sulla trasparenza, che è una condizione della natura elettronica. E la trasparenza deve permanere in un mondo di comunicazione ambientale, come quello in cui oggi siamo immersi. Vuol dire che la trasparenza sarà in futuro più che mai critica ed importante.


 

Ars Electronica 2004 Reportage (1). Lev Manovic
Simona Caraceni

Interrogato sui nuovi scenari lavorativi che i nuovi media stanno aprendo, Manovich ha presentato il caso dell'opera premiata con la Golden Nica quest'anno - un'opera interattiva con le maggiori chat di internet, che andava a ricercare frasi su argomenti variabili per riproporle su un gran numero di piccoli display disposti ad emicerchio in una sala ovattata e riempita di suono - ed ha posto a sua volta la questione di cosa accade quando grosse aree della società divengono governate dal software. E' il software che governa la vita, o la società che va a ridefinire il software per le proprie necessità?


 

Conflitto
Alessandro Martin

Dopo il boom di diffusione dell'inizio degli anni Novanta, con l'irrompere delle masse nel cyberspazio, la rilevanza acquisita da fenomeni come quelli del file sharing, della sorveglianza elettronica e della tutela dei dati personali, hanno assunto proporzioni che non li rendono ignorabili ed hanno scatenato conflitti che coinvolgono di volta in volta imprese, governi, semplici utenti e organizzazioni per la tutela dei diritti digitali. In questo breve saggio cercherò di ripercorrere, seppur brevemente, le origini della cultura di Internet cercando nel contempo di svelare quei meccanismi che sono alla base dei conflitti odierni.


 

Art and technosciences. Theoretical and thematic reflections
Pier Luigi Capucci

Behind the dream which we humans call “immortality” lies the unstoppable pulse of existence, of achievement, of improvement, of elimination of suffering. As is now happening, the new technological instruments of artistic research finally result in an “art” (if we still want to use this term) profoundly different from that – mostly cold, closed, myopic, obtuse, schematic and pretextual, solipsistic, founded on appearance, repetitivity and without life, force, ideals, emotions, “mechanical and without spirituality” [...] – celebrated by contemporaneity, which today is in the limelight.



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