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Tecnologie e Società
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net art e Virtual Museums (3)
Domenico Quaranta

Di fronte alla net art il sito museale deve recuperare tutte le sue funzioni e prerogative e tornare ad essere non solo luogo di comunicazione ed educazione, ma anche di collezione, conservazione, ricerca ed esposizione. L’arte in Rete trova infatti nel Web il suo luogo naturale di elaborazione e di presentazione, e nonostante gli sforzi che sono stati fatti per inserire opere di net art in mostre allestite negli spazi reali di una galleria o di un museo, è in Rete che un’opera di net art va allestita e conservata. D’altra parte, a tutti questi livelli la net art lancia al museo delle sfide che meritano di essere accolte con una attenzione critica che tenga conto sia degli errori che delle esperienze emerse negli anni appena passati. Le pagine che seguono cercheranno di accennare ad alcune di queste problematiche e di proporle per un’analisi più ampia.


 

DEMOing. A new emerging art form or just another digital craft?
Shirley Shor & Aviv Eyal

A DEMO is a software program that renders a several minute’s long collage of 3D animation, sound, music and text on a personal computer. DEMOs mix graphics programming with cutting-edge graphics and experimental music to create an audio-visual eye-candy. DEMOs are a bit similiar to electronic music video clips. The main difference being that in a DEMO, each frame is generated in real-time, as it is played-back for the viewer on his computer by custom code that uses the functionality built into high-end graphics cards. DEMOs are designed to wow the viewer, to show-off a creative use computer graphics and sound by the DEMO authoring crew – a team of young and mainly European software developers, graphic artists and electronic musicians. [...] In this text we argue that DEMOing (coined after PAINTing) is Unique Art form with deep and rich cultural, formalistic and esthetic roots in the computer underground movement of the early 80s’.


 

net art e Virtual Museums (2)
Domenico Quaranta

Musei e archivi sono depositari di una quantità di informazione e di cultura spesso inaccessibile per motivi di vario tipo – limitatezza delle strutture, delicatezza delle opere, esigenze di conservazione etc. Rendere accessibile tutto ciò tramite la Rete non limita affatto – come si riteneva all’inizio – l’accesso diretto alle opere e alla struttura reale del museo, anzi piuttosto la promuove, e nello stesso tempo consente potenzialmente a chiunque l’accesso a risorse di grande valore e che altrimenti potrebbero rimanere ammucchiate e sconosciute ai più nei magazzini polverosi di qualche museo di provincia. [...] I musei hanno questa possibilità, perché se chiunque può procurarsi una monografia di Rubens, non tutti possono accedere all’opera non pubblicata di un artista minore del Seicento [...], e nemmeno al documento che prova l’autenticità di un’opera presente negli archivi dello stesso senza recarsi in loco.


 

I musei in rete (3)
Pietro Bussio

Dopo aver trattato i musei denominati “tradizionali virtuali”, per concludere vorremmo passare ai “musei realmente virtuali”, riprendendo la definizione di questi ultimi: il museo realmente virtuale è un museo che, a differenza di quello fisico, non illustra virtualmente collezioni, edifici, sale espositive, attività culturali varie realmente esistenti e riconducibili a un ente fisicamente tangibile (il Museo); pur trattando tematiche rapportabili ad opere, a reperti museali esistenti, esso non si basa su modelli collezionistici preesistenti fisici e da emulare, ma costituisce la sua esistenzialità nella ricerca di moduli iperconnettivi testuali, audio-visivi atti a illustrare percorsi ideativi-mentali-educativi originali e stimolanti intellettivamente e culturalmente.


 

Landscape data and complex adaptive system Earth
Holism in complexity and network science
Geri Wittig

Landscape and its data can be viewed as interrelated components in the complex adaptive system, Earth. The Earth viewed from a holistic vantage point suggests a Gain sensibility, but I would suggest not in Lovelock’s Gain sense as an organism, but rather in Margulis’s sense as an ecosystem. An autonomous system, as proposed in Varela’s interpretation of Gaia, with operational closure, that is a fully self-referential network that specifies its own identity and also specifies its response to emergent factors and events. A complex coadaptive network, coevolving in interaction with a wide range of networked systems, including information technology networks and the data that they generate. Data from emerging GIS developments, like all other data networks will play a role in the ongoing evolution of the complex adaptive system, Earth.



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